Il tavolo truccato
Bluff, shot e carte manipolate consegnano la vittoria alla Marea Rossa. Gli Scagliatempeste rispondono seminando Affogati tra i rivali, mentre Noxul propone un’alleanza contro la minaccia del Cheliax.
La seconda prova continua, e con essa il caos e l'inganno che solo un porto di pirati può generare. Il vicecapito Tsadok Dentedoro ha organizzato una serata di gioco d'azzardo noto come Pazzo Bastardo, un misto bizzarro tra il blackjack e il poker che si gioca con i dadi e le carte, dove la posta in gioco sono le vertebre e la dignità.
Le regole vengono chiarite in sessione: ogni giocatore avanza le proprie puntate, cercando di avvicinarsi al venti senza sforarlo, con la possibilità di barare usando la destrezza delle mani o l'arte dell'inganno. I bui partono da cinque vertebre per le prime due mani, per poi salire a dieci dalla terza in poi, rendendo ogni mano sempre più rischiosa. Non è possibile ritirarsi dalla prima puntata, il che significa che ogni giocatore è costretto a giocare almeno una parte della mano, indipendentemente dalle carte in suo possesso.
La ciurma dei protagonisti valuta attentamente la classifica prima di scegliere i propri avversari. La Marea Rossa e il gruppo hanno entrambi una vittoria all’attivo.
Le prime mani si svolgono in un turbine di scommesse, bluff e shot di alcol. Le Serpi dominano le prime partite contro i Pesci, costringendo gli avversari a bere shot come pegno della sconfitta. Jerrell vince una partita significativa contro Noxul e gli Ottoni, accumulando tre shot come tributo della vittoria, mentre i Pesci poi ribaltano la situazione, portando il loro conteggio a sei shot totali.
Durante una delle mani più tese, alcuni dei protagonisti notano qualcosa di inquietante: il croupier compie strani movimenti con le carte, come se stesse manipolando il mazzo a favore della Marea Rossa. I gesti sono sottili, quasi impercettibili, ma abbastanza evidenti per chi sa cosa cercare. Questa scoperta semina ulteriore diffidenza in un ambiente già saturo di sospetti.
Pathapios tenta di corrompere un cameriere con dieci monete d'oro per influenzare il mazziere o far passare un messaggio, ma la situazione al tavolo è troppo caotica per garantire risultati certi. Le scommesse si alzano vertiginosamente, con alcuni giocatori (Alberto parlo di te) che vanno all-in in un solo colpo, rischiando di perdere tutto in una singola mano. Il piatto cresce e con esso la tensione, mentre l'alcol comincia a fare il suo effetto sui partecipanti.
I cuori d’Ottone accumulano un numero impressionante di shot, e i segni dell'ebbrezza sono ormai evidenti. I tentativi di barare con la destrezza delle mani si moltiplicano, ma non sempre vanno a buon fine, portando a ulteriori penalità e bevute forzate.
I nostri eroi sono a due vittorie insieme alla Marea Rossa e stanno sfidando i cuori di ottone convinti di farli secchi per KO alcolico.
Il clima esplode quando la leader delle Serpi si alza, rossa di rabbia, accusando apertamente i membri degli Ottoni di manipolare le carte con una destrezza sospetta. Le accuse si allargano, coinvolgendo diverse ciurme presenti al tavolo, e per un momento sembra che la rissa sia inevitabile. È il vicecapitano Tsadok a zittire tutti con una sola frase, rivendicando il caos come parte integrante del gioco: "Questo è il gioco del pazzo bastardo! Barare fa parte del gioco"
Sul match point per vincere la sfida, Heryck va secco KO per via di tre fallimenti tempra, andando giù.
Finito tutto la classifica finale narra: La Marea Rossa vince la prova, seguita da Noxul e dai Pesci. Seguono le Serpi, poi i cuori di Ottone, I pirati di Jerrel ed infine la ciurma di Raiden.
Tsadok Dentedoro, visibilmente ubriaco e felice come non mai, annuncia che la prossima prova sarà ancora più cruenta, invitando tutti ad affilare le lame.
Dopo la prova, mentre la folla si disperde, il gruppo mette in atto un piano audace: inviare degli Affogati, i cocktail di malaugurio tipici dei pirati, per seminare zizzania tra le ciurme rivali. L'Affogato è un drink denso a base di liquore di bacche dei ceppi Mwangi e birra, servito con un bicchierino capovolto all'interno, e tra i pirati rappresenta una dichiarazione di guerra, un pesante malaugurio. La leggenda dice che chi lo ribalta maldestramente muore entro cinque anni. I drink vengono inviati in modo da far ricadere la colpa su ciurme diverse, creando una catena di accuse incrociate tra Pesci, Serpi e Cuori d'Ottone.
Tristana sistema le cose in questo modo: il cocktail viene mandato alle Serpi in nome dei Pesci, poi viene mandato alla Marea Rossa a nome delle Serpi ed infine uno viene mandato ai Cuori D’Ottone da parte della Marea Rossa.
Le reazioni sono esplosive. La capitana delle Serpi, furiosa, ribalta il suo bicchiere con tale violenza che il bicchierino parte per la forza di rotazione, rovesciando tutto sul tavolo. In quel momento, l'oracolo di Padre Noxus scoppia in una risata isterica, calando il gelo nella locanda mentre tutte le ciurme si allontanano istintivamente, consapevoli del significato di quella maledizione. Il capitano della Marea Rossa, invece, accetta la sfida bevendo tutto d'un fiato e sbattendo il bicchiere sul tavolo con un sorriso sprezzante.
Il capitano dei Cuori d'Ottone ribalta perfettamente il bicchiere declinando la sfida, dichiarando con calma che la sua ciurma giocherà pulito finché non sarà attaccata direttamente, poi si ritira a dormire.
Arriva però una sorpresa: anche la ciurma di Raiden riceve un Affogato, con un biglietto “Andatevene via, non ve lo ripeteremo.”
Nel frattempo Ful si camuffa e si infiltra tra le Serpi, incitandole con false informazioni a dare la caccia ai Pesci, dicendo che li stanno deridendo. Le Serpi, già furibonde, escono in massa dalla locanda per battere il porto alla ricerca dei loro presunti nemici.
Raiden, Tristana e Adam sorvegliando dall'alto notano un movimento furtivo: Tobo, il quartiermastro della Marea Ross, sottrae un boccale dal tavolo delle Serpi per conto del suo capitano. L'oggetto viene fatto sparire con una rapidità inquietante, e il gesto solleva nuovi interrogativi sulle intenzioni della Marea Rossa. Il vicecapitano della Marea Rossa Lyris è un abile alchimista, e la saliva o le tracce lasciate sul boccale possono servire per scopi che il gruppo non riesce ancora a immaginare.
Ful vuole parlare proprio con lei e chiede un diversivo, così Heryck si siede al tavolo del capitano della Marea Rossa per uno scambio di informazioni. Mostra il suo bracciale orchesco, cercando informazioni sulle sue origini tribali, e il capitano riconosce il simbolo come identico a un tatuaggio presente sul collo di Tsadok Dentedoro, il giudice della competizione. Il capitano poi esprime il suo disprezzo per le Serpi, i Pesci e soprattutto per i Cuori d'Ottone, definendo questi ultimi deboli a causa dei loro innesti meccanici, e propone un'alleanza informale al gruppo in vista della terza prova, citando la minaccia delle navi d'assalto rosso-nere che si muovono da nord.
Se Raiden e la sua ciurma giurano loro fedeltà, e si inchinano al Re Uragano, zio del Capitano Vargan della Marea Rossa, loro gli aiuteranno ad avere una lettera di corsa.
In contemporanea, il vicecapitano Lyris comunica con bisbiglii e messaggi con Ful, mascherando la conversazione con il suono di un'armonica a bocca. Ful rivela che l'invio degli Affogati è in realtà un diversivo orchestrato da loro e Jerrel per testare le reazioni di tutte le ciurme, e che l’unico messaggio di minaccia vero ricevuto è quello che hanno ricevuto loro, incolpando ancora di più le Serpi, per dare un motivo in più alla Marea Rossa di colpirle.
Pathapios poi insegue e scambia delle parole con Silenzio, il vicecapitano della ciurma di Jerrel, al porto. Silenzio si rivela un osservatore molto più acuto di quanto sembri, rivelando di notare per tre sere consecutive un individuo sospetto che cambia aspetto ma mantiene sempre lo stesso inconfondibile odore di aringhe sottosale che tiene d’occhio la ciurma di Raiden. Menziona anche che i Pesci parlano in una lingua sconosciuta, con qualcuno della ciurma di Jerrel che capisce la parola "Atlas", un nome che non dice nulla al gruppo ma che sembra carico di significato. Jerrel poi avverte che Grishon è un potente stregone e che bisogna stare attenti.
Il gruppo analizza l'indizio dell'odore di aringhe sottosale, escludendo l'ipotesi che si tratti di un uomo pesce, poiché questi preferirebbero il pesce fresco direttamente dal mare. Si ipotizza che l'odore sia una copertura legata a un lavoro in un deposito o a una bancarella di pesce conservato, e che il misterioso individuo sia una mutaforma capace di cambiare aspetto. Raiden interroga Nefti, la locandiera, che indica una bancarella specifica al Porto dei Mercanti, gestita da una ragazza con il monopolio sulle razioni conservate, con il magazzino nell'Eastwind.
Mentre il gruppo si prepara a ritirarsi per la notte nella casa comune, un Sacerdote del Silenzio bussa alla porta chiedendo di Pathapios. Il sacerdote lo conduce attraverso il porto fino alla casupola di Padre Noxul, lontano dagli occhi indiscreti delle altre ciurme. Padre Noxul lo accoglie con la solennità di chi porta il peso di una profezia sulle spalle.
Padre Noxul rivela di essere guidato da una visione profetica: un'imminente invasione massiccia di navi rosso-nere provenienti dal nord, appartenenti al Cheliax, che spazzerà via i pirati liberi dell'arcipelago. Propone un'alleanza per sabotare le ciurme rivali, tra cui la Marea Rossa e Jerrell, e parla del leggendario Tridente dei Mari e della conquista dell'Occhio come strumenti per innalzare un muro magico a protezione dell'arcipelago. Poi, con una voce che non ammette repliche, ricorda a Pathapios che è vivo grazie a lui, e che ora chiede in cambio di combattere insieme in quella battaglia.
Pathapios torna indietro e parla della proposta dei sacerdoti del Silenzio.
La notte si chiude su Porto Mezzaluna con più domande che risposte: chi era la mutaforma dall'odore di aringhe? Chi è "Atlas"? E soprattutto, chi stava davvero cercando di impedire alla ciurma di vincere la lettera di corsa, prima ancora che la competizione fosse iniziata?