Sartiame, sangue e Pazzo Bastardo
Tristana porta gli Scagliatempeste al terzo posto nella prova del sartiame, mentre Heryck viene avvelenato e incastrato. Kenan torna con notizie su Atlas, poi il torneo di Pazzo Bastardo accende la locanda.
La prima prova si conclude: le ciurme hanno srotolato la vela.
Al primo posto si classificano i pirati di Pierce Jerrell, con Silenzio come vicecapitano.
Seguono i Cuori d'Ottone al secondo posto, i nostri eroi con Tristana al terzo, la Marea Rossa al quarto, gli uomini pesce al quinto, i pirati di Padre Noxul al sesto e, infine, le Serpi di Smeraldo all'ultimo posto.
Ma la cosa più importante è ciò che accade sotto gli alberi: sabotaggi, incantesimi e uno scontro fisico. Heryck, nel tentativo di impedire alle Serpi di sabotare Tristana con degli incantesimi, cerca di distrarre il mago delle Serpi e finisce accoltellato da un pugnale avvelenato.
Nella colluttazione Heryck rimane gravemente debilitato dal veleno, salvato da ritardare il veleno di Raiden, che gli permette di sopravvivere con la magia, mentre la Serpe viene uccisa a colpi d'ascia dalla sua stessa ciurma, che cerca però di simulare un assassinio compiuto da Heryck.
Dopo il violento scontro che ha lasciato un uomo a terra, Ful fugge travestito tra la folla urlando "hai ucciso mio fratello, non ucciderai anche me!", cercando di sembrare una serpe che accusa le altre serpi, a svelare il sotterfugio, cercando poi di confondersi tra la gente prima di poter essere identificato. Nel frattempo, il mago Mastro Grison si fa avanti per giudicare l'accaduto. La capitana delle Serpi di Smeraldo non perde tempo e accusa Heryck con voce fredda e calcolatrice: "Lui ci ha attaccato. Lui ha attaccato il mio uomo. Lui si è difeso. Ma la sua ascia ha tagliato la gola del mio uomo."
Heryck si difende con fermezza, spiegando di essere stato pugnalato di sorpresa con un'arma intrisa di un veleno potentissimo e di aver reagito solo per istinto di sopravvivenza, usando il manico dell'ascia per non uccidere. Pathapios e Raiden intervengono a sostegno, collegando il veleno della daga agli omicidi misteriosi avvenuti la notte precedente e sollevando il sospetto che qualcuno stia sabotando l'intera competizione. Le Serpi di Smeraldo e gli Uomini Pesci si scambiano accuse reciproche sull'uso di veleni esotici, con la capitana delle Serpi che punta il dito verso gli avversari marini. Mastro Grison, visibilmente irritato dalla piega degli eventi, dichiara la legge marziale a Porto Mezzaluna e sospende il giudizio finale in attesa di consultare il Re Uragano, avvertendo che chiunque abbia attentato alla vita di un avversario sarà espulso dalla gara e condotto al Gavone.
Mentre la tensione si allenta appena, la vice-capitana della Marea Rossa si avvicina al gruppo e, con gesti esperti, somministra un potente antidoto per fermare la necrosi che sta avanzando nel corpo del ferito. Identifica il veleno come proveniente da una murena orientale, sottolineando come sia leggermente diverso da quello usato la notte precedente. Il capitano della Marea Rossa, però, non gradisce affatto il gesto: afferra la sua vice per un braccio e la rimprovera duramente per aver aiutato i rivali. Lei lo guarda con fermezza e dichiara che i debiti sono pari e terminati, poi se ne va accigliata, lasciando il capitano a fissarla con occhi carichi di rabbia.
Le ciurme tornano alla locanda del Secchio della Sirena in una strana parata silenziosa, dove la tensione è palpabile come l'aria prima di una tempesta. Pierce Jerrell è l'unico a vivere il momento con gioia sfrenata: si alza in piedi e urla "Noi saremo i futuri capitani liberi!" mentre tutta la sua ciurma esulta, tra gli sguardi di fastidio e disprezzo degli altri pirati. Per la prima volta, il gruppo di uomini pesce varca la soglia della locanda, fissando con rabbia evidente i membri delle Serpi di Smeraldo.
Ful e Pathapios decidono di avvicinarsi agli Uomini Pesce. Ful con un gesto di rispetto, offre da bere a Sigil, il loro abile scalatore, e complimentandosi per la sua prova nonostante i sabotaggi subiti li saluta. Pathapios resta invece a conversare ed il capitano degli Uomini Pesce, Azrakar, che rivela le origini della sua ciurma: sono tutti ex schiavi liberati dal Cheliax, uomini di mare nati in prigione e cresciuti in catene, ora pronti a riprendersi ciò che è loro. Quando Azrakar nota la conchiglia al collo di Pathapios, la esamina con attenzione crescente, poi pronuncia sottovoce una parola rituale "Anar” e la conchiglia esplode in una luce abbagliante come un piccolo sole, costringendo tutti i presenti a coprirsi gli occhi. Quando la luce si spegne, Azrakar riconosce in Pathapios un amico del popolo del mare, legato ad Ariandel, principessa del regno di Thalassa.
Il momento di fratellanza si incrina però quando gli Uomini Pesce alzano i boccali e brindano in lingua Aquan, gridando "Che Atlas arrivi e risorga." Alcuni membri del gruppo comprendono il significato di quelle parole e si scambiano sguardi carichi di preoccupazione, consapevoli che Atlas rappresenta una minaccia oscura e globale. Gli Uomini Pesce sono ignari che i loro nuovi alleati conoscano il nome che hanno invocato, e questo vantaggio informativo diventa immediatamente prezioso. Il gruppo discute sottovoce, concludendo che è fondamentale non rivelare ciò che sanno e tenere gli Uomini Pesce vicini finché sia utile.
Nelle ore successive, Kenan espone pazientemente le informazioni raccolte durante il suo viaggio in solitaria. È emerso che il Canto delle Maree, inciso sui sette menhir antichi, non ha nulla a che fare con la leggenda di Nalt, ma descrive un rituale per far emergere il regno abissale in superficie, una vera e propria crociata dell'ascesa guidata da Atlas Denti Aguzzi. Si parla anche di Sylvie, una mezzelfa acquatica compagna di viaggio di Kenan mossa da un bruciante desiderio di vendetta contro Manswelt, il criminale che ha rapito e ucciso suo fratello. Il gruppo ha scoperto che Manswelt serve direttamente Atlas e che il suo vicecapitano è Henry Morgans, fratello del mentore di Kenan, Graves Barracuda Morgans.
Su un atollo con la campana, simile a quelli incontrati dal gruppo nel loro viaggio, trovano una scena di uomini del Cheliax, pirati di Manswelt e uomini pesci trucidati. Trovano anche un bossolo inciso con le iniziali "GBM" a conferma che Graves è sopravvissuto ed è stato costretto a produrre artiglieria pesante dopo essere stato “acquistato” dal fratello Henry e portato via dalle prigioni.
La pista ha portato il gruppo fino a Porto Inferno, dove hanno tentato di infiltrarsi in un magazzino per liberare Graves, cadendo però in una trappola tesa dagli uomini di Manswelt e dai dannati di Crow. La fuga è avvenuta grazie all'intervento di Arronax Endymion, un potente Pezzo da Otto che li ha portati a bordo della sua nave, La Tiranno, verso Porto Periglio. Ora il gruppo sa che Graves è probabilmente rinchiuso nella prigione del Re Uragano, e che liberarlo significherà sfidare apertamente il sovrano del porto.
Mentre le discussioni strategiche si fanno più intense, la porta della locanda si spalanca e fa il suo ingresso Tsadok Dente d'Oro: un mezzorco imponente con un anello al naso e una zanna d'oro, vicecapitano del Re Uragano, scortato da un manipolo di uomini di Pugno d'Osso. Con un semplice sguardo fa sgomberare il tavolo centrale, si siede e annuncia che il Re Uragano desidera un giudizio approfondito sulle ciurme. Ordina a Nefti di portare il piatto di pesce più abbondante e il Rum dei Capitani, un distillato di qualità eccezionale e gradazione devastante, poi dichiara che quella sera si terrà una prova speciale.
Il croupier al seguito di Tsadok apre delle scatole rivelando vertebre umane e umanoidi da usare come fiches, tra reazioni di stupore e ilarità. La prova è un torneo di Pazzo Bastardo, un gioco di carte piratesco simile al blackjack, con una variante brutale: ogni volta che qualcuno vince una mano, il bevitore designato della ciurma deve tracannare un bicchiere di quel rum potentissimo. Se il bevitore sviene, la ciurma viene eliminata dal torneo. Le ciurme si sfidano in triangolari serrati, con bluff, rilanci e tattiche di inganno che rendono ogni mano un duello di nervi oltre che di fortuna.
Pierce Jerrell viene nominato in quanto in testa alle graduatorie e nomina la Marea Rossa e i pirati di Noxul. Viene eliminato precocemente dopo un azzardato all-in che si rivela fatale, tra le risate malcelate degli avversari. La Marea Rossa vince la prima manche contro Padre Noxul, poi si scontra con i Pirati di Raiden e i Cuori d'Ottone in una partita tesa e ricca di colpi di scena. I Cuori d'Ottone iniziano a perdere terreno, sudando visibilmente sotto la pressione, mentre la Marea Rossa sballa clamorosamente in una mano critica, perdendo una parte significativa del proprio bottino di vertebre. Alla fine, i Pirati di Raiden ottengono una vittoria decisiva portando la Marea Rossa all'all-in e aggiudicandosi il round, pareggiando così il conto con una vittoria a testa nel torneo, mentre il Rum dei Capitani continua a scorrere e la notte è ancora lunga.