La notte delle serpi
Ombre dalla testa di serpente colpiscono più ciurme nel sonno. Fulvius viene avvelenato, Padre Noxul combatte al fianco di Pathapios e gli indizi puntano verso veleni orientali e le Serpi di Smeraldo.
La notte al Porto Mezzaluna è densa di tensione e segreti.
Mentre la locanda si anima di voci e bicchieri, Pathapios esce a fare due passi e nota un uomo-pesce caricarsi sulle spalle un fagotto pesante e dirigersi in fretta verso il molo, lanciando continui sguardi alle proprie spalle. Lo segue in silenzio tra la folla e i barili del porto, tenendosi nell'ombra ogni volta che il sospetto si volta. Giunto alla torre del quartiermastro, l'uomo-pesce si assicura di non essere seguito e poi si tuffa in acqua senza esitazione. Nell'oscurità del mare, una sagoma enorme — simile a uno squalo gigantesco o a una balena — compie un ampio testacoda prima di svanire silenziosamente verso gli abissi.
È in quel momento che un pirata di nome Silenzio si avvicina e rivela di aver assistito alla stessa scena per due notti consecutive. Ha un aspetto anonimo, i capelli rasati ai lati e legati dietro, ma gli occhi non gli sfuggono a nulla. Dice di appartenere alla ciurma del capitano Pierce, che considera il gruppo un alleato, e confida i suoi timori: troppi movimenti bruschi, troppa tensione nell'aria, e la sensazione che qualcuno sappia già come andranno le prove. Prima di separarsi, i due stringono un patto silenzioso: qualunque cosa accada l'indomani, si guarderanno le spalle a vicenda.
Nella suite più lussuosa della locanda, Ful trascorre la serata in compagnia di Lyris, la vicecomandante dei Figli della Marea Rossa, che si allontana di nascosto evitando gli sguardi dei compagni. Tra un bicchiere di vino e il comfort della stanza, Lyris parla del suo passato difficile e di quanto, nella sua terra d'origine in Varisia, le donne dedite agli studi non siano ben viste. Ful, a sua volta, le rivela la propria vera natura di Kitsune, assumendo davanti a lei la forma di una volpe antropomorfa in un momento di rara vulnerabilità. Lyris, abituata a osservare il corpo umano in ogni dettaglio, aveva già intuito che in lui ci fosse qualcosa di insolito, e la rivelazione la affascina profondamente. Poco dopo, i due finiscono per condividere anche un bagno.
Nel frattempo, Tristana e Adam pedinano i membri della ciurma dei Cuori d'Ottone fino alle dependance dietro la locanda e scoprono che la donna con la perla nera al collo — il bersaglio che Tristana intende derubare per ottenere i favori di Acaba — alloggia nell'edificio numero undici. Scalando in silenzio le grondaie, i due raggiungono il tetto dell'edificio dieci, da cui possono osservare le finestre dei bersagli. Con salti acrobatici attutiti da un incantesimo, si spostano poi sui tetti degli edifici undici e dodici, spiando le stanze dove i pirati riposano e si occupano della manutenzione delle protesi meccaniche. Alla fine individuano Vexa, la vicecapitana dei Cuori d'Ottone, intenta a pulire il suo fucile a pepaiola accanto a una finestra, mentre il suo occhio meccanico scruta l'oscurità.
Mentre la locanda si svuota e la notte avanza, Pathapios, di ritorno dal molo, vede un prete dei Seguaci del Silenzio entrare di corsa, trafelato e pallido, e battere le mani sul tavolo dei confratelli. Sussurra qualcosa a Padre Noxul, mentre la donna bendata seduta con loro solleva il viso verso il vuoto, come se cogliesse una presenza invisibile agli altri. Padre Noxul si alza, pronuncia le parole criptiche "Longa nox in vera eor forma" e, senza aggiungere altro, esce da solo nella notte. I suoi fedeli si inchinano in preghiera e si ritirano nelle loro stanze, lasciando la locanda quasi deserta.
Pathapios allerta Heryck e Raiden, poi segue il gruppetto e intercetta uno dei seguaci di Pharasma prima che riesca a barricarsi in casa. L'uomo confessa che quella notte qualcuno verserà del sangue. Il gruppo decide allora di dividersi: alcuni correranno ad avvisare la propria ciurma nell'edificio sette, altri resteranno di guardia. Ma non fanno in tempo a prendere posizione che un urlo agghiacciante squarcia il silenzio da un edificio vicino. Un pirata della Marea Rossa precipita da un balcone, con il cranio fracassato dall'impatto e una ferita sul ventre che sembra bruciare dall'interno, nera e necrotica, mentre si espande a vista d'occhio.
Raiden si avvicina al cadavere per esaminarlo, ma viene subito interrotto dai membri della Marea Rossa, che accorrono e trascinano via il compagno caduto. Poco dopo si levano urla sparse nella notte e, tornando sui propri passi, il gruppo trova il chierico che aveva interrogato poco prima, morto sgozzato nel vicolo. Il taglio alla gola è netto, chirurgico, privo di qualunque segno di lotta. Dalle ferite sale un odore pungente e acido, inconfondibile: un veleno potentissimo e straniero, capace di accelerare la morte in pochi istanti. Seguendo la scia di sangue mescolata a quella sostanza corrosiva, Raiden tenta di rintracciare gli assassini, ma le tracce svaniscono misteriosamente tra le foglie dell'orticello della locanda. Quando interroga i ratti, questi squittiscono un unico avvertimento: strani serpenti sono in movimento.
Nella suite, la serata romantica di Ful e Lyris viene brutalmente interrotta. Una vipera gigante emerge dallo scarico della vasca da bagno, si gonfia e si trasforma in un umanoide d'ombra con la testa di serpente e una lama formata da una zanna intrisa di veleno verdastro. Ful si frappone tra la creatura e Lyris, colpendo l'ombra con la propria lama magica — l'unica in grado di fare breccia in quella forma oscura. La creatura risponde trafiggendo Ful al ventre, e la necrosi comincia a risalire lungo il fianco, divorando la carne con una velocità terrificante.
Lyris lancia una granata alchemica nel tentativo disperato di colpire l'ombra, ma l'esplosione manca il bersaglio principale. Ful, nonostante il dolore lancinante e le convulsioni che cominciano a scuoterlo, trova la forza di trafiggere il serpente nascosto all'interno dell'ombra. La creatura si dissolve in una melma nera, lasciando solo il rettile che si contorce sul pavimento. Lyris pianta una siringa di antidoto direttamente nella ferita di Ful, ma il veleno è troppo potente: Ful sviene sul letto, il fianco annerito, mentre Lyris lavora freneticamente per tenerlo in vita con flebo alchemiche improvvisate.
All'esterno dell'edificio sette, Pathapios ed Heryck stanno cercando riparo quando il chierico scorge una sagoma muoversi furtiva nel vicolo. Dal buio emerge Padre Noxul, con la pelle completamente nera, le labbra viola e gli occhi iniettati di sangue, la daga sacra stretta in pugno. Intercetta un'ombra di serpente che sta per colpire Pathapios alle spalle e le apre il fianco con un colpo preciso. Pathapios risponde incanalando la propria energia divina in un'esplosione di fiamme che investe la creatura, mentre Padre Noxul, nonostante la lama necrotica che lo ha trafitto al fianco, riesce a mozzare la testa del serpente con il colpo finale. Barcollando, con la necrosi che gli si espande sul corpo, sussurra a Pathapios di nascondersi e fare la guardia, poi crolla a terra. Pathapios rientra nell'edificio ferito e avvelenato, ma Tasso interviene prontamente, rimuove il veleno e stabilizza il sacerdote, lasciandolo febbricitante ma vivo.
Sul tetto dell'edificio dieci, Adam e Tristana vedono un'ombra di serpente irrompere nella stanza delle donne dei Cuori d'Ottone attraverso una finestra. Vexa reagisce con il suo fucile a pepaiola e combatte con straordinaria bravura, mentre le compagne cercano in fretta di montare le protesi e prepararsi allo scontro. Adam lancia un incantesimo di terrore onirico sulla piratessa con la perla, costringendola a dibattersi contro il vuoto, mentre Tristana scivola invisibile nella stanza. Con un gesto rapido e preciso, le sgancia la catenella dal collo e si lancia fuori dalla finestra, atterrando sul tetto vicino con il medaglione stretto in pugno. Intanto le donne dei Cuori d'Ottone abbattono l'ombra serpentina, ma nello scontro perdono due membri della ciurma.
Alla locanda, Raiden forza una finestra e trova Acaba sotto attacco di un'ombra serpentina dietro il bancone, che si difende disperatamente con un vassoio. Dissolve l'evocazione con la propria magia, rivelando un cobra fisico ai piedi dell'assalitore. Immobilizzando il rettile, tenta di interrogarlo usando la sua capacità di comunicare con gli animali, ma il cobra si dimostra ostile e fanatico, rivelando solo che "le serpi domineranno" e che gli orientali sono coinvolti. Prima che Raiden possa estorcergli altro, Acaba perde la pazienza e spacca il cobra a bastonate, urlando "muori, muori" con furia trattenuta a lungo.
Acaba, ancora scossa ma lucida, ringrazia Raiden, che cerca subito di riscuotere il debito di vita e le chiede chi abbia mandato il biglietto a Tristana. La locandiera parla di un uomo misterioso — dalla pelle scura e dai capelli ricci — che ha lasciato un messaggio destinato proprio a lei, consegnandolo insieme a una particolare moneta d'argento. Non sa chi sia né da dove venga, ma la sua descrizione non risveglia alcun ricordo in chi ascolta. Quando Tristana rientra alla locanda, consegna la perla nera ad Acaba, che la incastona nel mosaico della sirena senza fare domande. Sotto il bicchiere dello shot offertole in silenzio, Tristana trova una moneta d'argento: il segno discreto di un patto rispettato e di un favore futuro garantito.
La notte si conclude con il gruppo riunito nella suite attorno al letto di Ful, collegato a flebo alchemiche e ancora privo di sensi. Lyris, prima di congedarsi per tornare alla sua nave, identifica il veleno come quello di un rarissimo Serpente Corallo Orientale, allevabile solo nel continente di Tian Xia. Il gruppo collega immediatamente l'attacco alle Serpi di Smeraldo, ricordando un precedente scontro con ombre simili vicino alle coste dell’isola popolata da guerrieri orientali. Con le prove dei capitani liberi alle porte e almeno due vittime tra le ciurme rivali, il Porto Mezzaluna si risveglia insanguinato, e nessuno può più fingere che la competizione sia soltanto una questione di abilità marinara.