Davanti al Re Uragano
La ciurma attraversa Porto Periglio fino a Forte Azzardo e sostiene il colloquio con Kendrick Pugnodosso. Il sovrano ascolta imprese e ambizioni, poi rimanda tutti alle prove imminenti.
Al tramonto, la ciurma della Scaglia Tempeste fa ritorno al Secchio della Sirena, la locanda più luminosa di Porto Mezzaluna. Le sue lanterne, antiche e moderne, proiettano un caldo spettacolo di luci rosse e gialle visibile da tutta la baia, mentre l'aria è densa di odore di fritto e di rumore di brindisi. Al centro della sala, il mosaico magico raffigurante una sirena anima i propri capelli come se una brezza invisibile li accarezzasse e, di tanto in tanto, la figura si volta a salutare gli avventori con un gesto quasi umano. La locanda è gremita di pirati, marinai e avventurieri di ogni sorta, e quasi tutte le ciurme rivali sono presenti: alcune chiassose, altre più riservate. Mentre il gruppo si sistema al proprio tavolo, Adam contatta Sandara e di conseguenza Rosy, dicendo loro che sono spiati, osservati. Quindi le due si muovono con discrezione tra i tavoli dell'equipaggio, diffondendo sottovoce l'avvertimento che qualcuno li sta spiando.
Fulvius, con la nonchalance di chi sa il fatto suo, sottrae un mazzo di carte da un tavolo vicino e si avvicina al bancone, dove la vice-capitana dei Figli della Marea Rossa, Lyris, lo sta osservando già. I due iniziano una partita ad Azzardo, una variante locale del sette e mezzo, ma ben presto è chiaro che il vero gioco si svolge nelle parole scambiate tra una carta e l'altra. La donna si rivela una studiosa pragmatica, costretta dalla vita alla pirateria, e ammette candidamente di essere l'unica mente razionale in grado di tenere a freno il capitano Vargan. Nel frattempo, un servitore di Padre Noxul si avvicina al tavolo del gruppo per invitare il loro sacerdote a un colloquio privato. Pathapios accetta e si siede al tavolo dei Devoti dell'Abisso, circondato dai sacerdoti che formano un cerchio silenzioso attorno a loro. Padre Noxul, con la pelle grigiastra e gli occhi vitrei, parla della morte come del dono più prezioso che l'esistenza possa offrire e rimane profondamente affascinato dalla dualità spirituale di Pathapios, diviso tra la fede in Desna e il legame con Asmodeus. È la donna bendata, Ygra, a rivelare la notizia più inquietante della serata: ha percepito una presenza invisibile che spia i loro discorsi dall'ombra. Heryck, intanto, si avvicina al tavolo dei Denti d'Ottone, la ciurma di pirati dotati di protesi meccaniche. Il capitano Brask Ferrocuore lo accoglie con calore e gli racconta la storia della sua ciurma: uomini e donne che hanno perso arti e speranze, salvati dalla tecnologia sperimentale di un sottoposto del misterioso Acaba. Durante la conversazione, Heryck nota che dei membri della ciurma portano un simbolo che riconosce come legato alla città di Absalom, la città al centro del mondo. Ma è un incontro ancora più personale a scuotere il giovane mezzorco: un membro orchesco della ciurma riconosce il braccialetto che Heryck porta al polso come un manufatto del clan Gurdian, la stessa tribù che lo abbandonò da bambino. L'uomo rivela di essere stato anch'egli esiliato, lasciato con le gambe distrutte nel Groviglio dopo aver fallito una prova tribale, e di aver strisciato per giorni prima di essere trovato da Brask e di ricevere una seconda vita grazie agli innesti meccanici. La serata prende una piega drammatica quando Vargan, il capitano dei Figli della Maria Rossa, perde il controllo durante una discussione con la sua vice, invitata ad un incontro privato da Fulvius, e ribalta violentemente un tavolo davanti a tutti, urlando il proprio rifiuto prima di minacciare Ful e sparire furioso al piano superiore. La vice-capitana si scusa con compostezza e, prima di congedarsi, accenna a Fulvius la possibilità di un incontro privato il giorno seguente, lontano da occhi indiscreti. Poco dopo, un giovane garzone si avvicina al tavolo del gruppo portando tre bicchieri di rum e un piccolo foglio di carta consegnato a Tristana. Il messaggio è breve e inequivocabile: "Vattene, non è il vostro posto, Non ve lo sto… Chiedendo, ci saranno delle conseguenze, Andatevene." Tristana decide di affrontare la questione direttamente e si avvicina al bancone, dove la locandiera Nefti serve i clienti. Con cinquanta monete d'oro, riesce a strappare alla donna la conferma che il messaggio è stato scritto da lei sotto la dettatura di uno sconosciuto che ha pagato con una rarissima moneta d'argento di Acaba, una valuta che compra non solo servizi speciali, ma anche il silenzio assoluto. Nefti conferma inoltre che Barnabas Harrigan non è stato avvistato a Porto Mezzaluna, probabilmente ancora troppo timoroso dell'ira del Re Uragano per avvicinarsi. Tristana fornisce alla locandiera la descrizione di “Piedi Nudi” una ragazza bionda, a piedi scalzi e con le lentiggini, sospettata di essere collegata al messaggio, e le due stringono un accordo: Nefti terrà gli occhi aperti in cambio di un pagamento giornaliero. Mentre il gruppo discute delle possibili minacce, Adam affida a Viscida il compito di coordinare una sorveglianza discreta nell’obbiettivo di cercare segni della loro ex ciurma, coinvolgendo anche altri membri fidati dell'equipaggio: Tre Lame e Secchio. Raiden, ritiratosi nella propria stanza, comunica magicamente con un ratto che vive sotto il bancone di Nefti. Il piccolo informatore conferma che quella sera vengono incassate quattro monete d'argento speciali e che la locandiera scrive il messaggio di persona. Adam stringe un patto con i ratti affinché sorveglino chiunque utilizzi quelle rare monete in futuro, creando così una rete di spionaggio invisibile nel cuore della locanda. Il mattino seguente, Tsjomin Kreidoros fa recapitare le lettere di convocazione ufficiali tramite Nefti. La ciurma della Scaglia Tempeste è la quinta a essere chiamata e attende pazientemente sul Corno mentre le altre ciurme vengono trasportate, a una a una, sull'isola di Lucra. I Figli della Marea Rossa tornano dall'udienza tronfi e sorridenti, i Denti d'Ottone con la loro compostezza meccanica, e così via, finché non tocca al gruppo di Raiden salire sulla lancia che li porta a Forte Azzardo. La fortezza si erge sull'isola come un monolite di pietra nera, con le sue torri esagonali che svettano verso il cielo e il vessillo del Pugno d'Osso che sventola su ogni pennone. È enormemente più imponente di Rocca Acquamarea, e le sue mura sembrano davvero inespugnabili. Ad accoglierli è Tsadok Dente d'Oro, il leggendario vicecapitano del Re Uragano: un mezzorco massiccio dalla pelle scura, con zanne inferiori ben sviluppate e un singolo dente d'oro che brilla quando ghigna. Le sue istruzioni sono lapidarie: rispetto assoluto, silenzio a meno di non essere interpellati, e nessuna cazzata. La sala del trono è una galleria di statue colossali che raffigurano i Re Uragano del passato, ognuna alta cinque o sei metri, scolpita in marmo e granito. In fondo alla sala, su un semplice trono di pietra nera da cui scende a spirale un drappo rosso, siede Kerdak Pugno d'Osso. Ha gli occhi gialli per via di una cirrosi evidente, l'iride di un verde intenso e, nella mano sinistra, stringe la sua leggendaria pistola. La mano destra è interamente fatta d'osso, e le sue dita tamburellano sul bracciolo del trono con un'aura arcana palpabile. Accanto a lui sta il mago elfo Grisom, con i capelli bianchi raccolti in una coda alta, che presenta formalmente la ciurma. Adam Houdani si fa avanti e legge ad alta voce la lettera che il gruppo ha preparato, una composizione in rima che decanta le imprese della Scaglia Tempeste: la sconfitta di Pilk Osso di Seppia, il sabotaggio della Dominator, la liberazione del Trono delle Maree e la vittoria contro un ammiraglio del Cheliax. Il Re scende dal trono per esaminare personalmente la spada sottratta all'ufficiale nemico, toccandola con il suo pugno d'osso. Quando Tristana descrive il capitano della Dominator, con i suoi occhi neri come la pece e la pupilla a fessura rossa, nascosti dietro lenti bianche, il Re chiude il pugno e colpisce il trono con tale forza da generare un'onda d'urto che sbalza fisicamente i presenti. "Kyan Kain” dice sottovoce, come se il nome fosse un veleno. Il Re interroga poi ogni membro della ciurma sulle proprie motivazioni, cercando di capire che cosa li spinga a prendere il mare in un momento così pericoloso. Ascolta le risposte di vendetta da parte di Heryck, di libertà e di fede e, quando arriva a Adam Houdani, il suo sguardo si fa più acuto. Riconosce il nome della famiglia Houdani di Bloodcove e chiede se il giovane rinnegherebbe tutto per servire la bandiera del Pugno d'Osso. La risposta di Adam è senza esitazione: è già nei suoi piani. Il Re rimane in silenzio per un lungo momento, poi dice con un tono che mescola sarcasmo e rispetto: "Siete completamente pazzi. Ed è una qualità che non posso ignorare." Kerdak Pugno d'Osso concede alla ciurma l'accesso alle prove ufficiali, dichiarando che incarnano tutto ciò che cerca nella nuova generazione di pirati: incoscienti, vendicativi e con niente da perdere. Il mago Grisom tesse magicamente dal nulla una bandana blu e la lega al braccio di Raiden come simbolo dell'ammissione ufficiale. Mentre il gruppo lascia la sala del trono, il Re li congeda chiedendo loro “Quale prova vorreste compiere se poteste scegliere?”
Il gruppo ci riflette e dice “Un Arrembaggio”.
Così con un semplice "A domani", il Re li saluta e la ciurma della Scaglia Tempeste esce da Forte Azzardo con il cuore che batte forte, consapevole che le prove più difficili devono ancora cominciare.