Teschi e CeppiDiario di bordo
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Sessione 8507/04/26Atto V — La rotta del sangue e delle ombre

Fuga dall’isola Juju

Con le erbe e il grande diamante rubato, la ciurma fugge da pantere evocate, guerrieri e sciamano. Appena tornata in mare, una nave del Cheliax compare sulla rotta.

Il gruppo tenta la fuga dopo essersi intascato il gigantesco diamante.

Mentre Heryck, affaticato, sta tenendo a bada due pantere evocate, Raiden e Adam raggiungono Pathapios che li cura, fermando il sanguinamento.

Sono tallonati dai due indigeni colossali e dalla terza pantera evocata.

Così ognuno di loro ha un’idea devastante per crearsi l’occasione di fuga: Adam utilizza i suoi poteri per attivare un orrore onirico su uno dei soldati colossali, rendendolo pazzo e ossessionato da visioni illusorie. Raiden, paralizza la pantera con un Blocca Animali mentre Pathapios fa la stessa cosa col secondo indigeno utilizzando un blocca persone.

Heryck, combattendo uccide una pantera e poco dopo sferra il colpo finale alla seconda pantera evocata, che si dissolve in un lampo di luce eterea davanti agli occhi del gruppo.

Liberi di fuggire, Pathapios rimuove l’affaticamento da Heryck, con un Ristorare Inferiore, e mentre gli energumeni sono intenti a combattere i mostri illusori o sono bloccati dal muoversi, con le forze parzialmente recuperate, il gruppo si prepara alla fuga verso la nave.

Dall’altra parte la corsa verso la costa si rivela però tutt’altro che tranquilla.

Fulvius e Tristana scappano nella foresta incontrando il villaggio della tribù Juju.

Lì, Tristana, lancia la pietra del Pianto contro i quattro indigeni che li tallonavano, facendone piangere uno, avendo così il diversivo per allontanarsi da soli.

Sembra andare tutto bene, ma la vegetazione, sembra avvinghiare i nostri fuggitivi. Di lì a poco un pipistrello gigante alto quasi tre metri con ali enormi e minacciose, lo sciamano trasmutatosi in forma animale, si avventa su Fulvius mordendolo al collo e iniettandogli un veleno che comincia lentamente ad atrofizzargli i muscoli. La creatura lo trascina in una lotta brutale, cercando di immobilizzarlo, ma Fulvius sfrutta un momento di distrazione del mostro per sferrargli un calcio nel ventre, liberandosi dalla sua presa. Tristana vola in avanti, saltando giù dalle spalle del compagno, non prima di essere diventata invisibile.

Il pipistrello, raddrizzandosi nella sua imponente statura, intima al gruppo con voce cavernosa di restituire il “Grande Occhio” se vogliono andarsene vivi.

Il duo però non cede alle minacce. Tristana tende il suo arco e scaglia freccia dopo freccia contro la creatura, infliggendole molti danni, perdendo successivamente l’invisibilità. Nel frattempo, lo sciamano Juju si fa avanti con tutta la sua potenza, evocando tre segugi infernali per circondare Tristana e mettere il gruppo alle strette. Fulvius estrae la spada e si lancia contro lo sciamano, ma la creatura sembra resistere a gran parte dei colpi come se sia avvolta da una protezione soprannaturale.

Lo scontro con lo sciamano si fa sempre più disperato. Le frecce di Tristana continuano a trovare il bersaglio, lasciando finalmente segni evidenti sul corpo del nemico, mentre Fulvius incassa i colpi feroci degli artigli e dei morsi della creatura. In un momento di sfida pura, Fulvius guarda lo sciamano negli occhi e gli dice con voce ferma: “Ammazzaci, ma non avrai mai indietro il diamante”, rifiutando di rivelare dove si trovi il diamante rubato anche di fronte alla morte.

Mentre i cani, per poco, non sbranano Tristana, lo sciamano, gravemente ferito e consapevole di rischiare la vita si trasforma in una nube di gas e tenta di fuggire dissolvendosi nell’aria.

Il gruppo non è disposto a lasciarlo scappare. Tristana concentra le sue energie e scatena un potente incantesimo di gelo contro la forma gassosa dello sciamano, congelando la nube e facendola precipitare al suolo, dove viene lentamente assorbita dalla terra. Con la caduta dello sciamano, i suoi segugi infernali svaniscono all’istante, e il campo di battaglia torna silenzioso. I due sono esausti, feriti, ma vivi, e il diamante sacro è ancora nelle loro mani.

La fuga verso la costa ovest dell’isola è frenetica ma riesce. Grazie alla piuma messaggio, Adam e Tristana si coordinano e si ritrovano sulla scialuppa. I rumori degli inseguitori si fanno sempre più lontani mentre il gruppo viene issato a bordo della nave. Sulla spiaggia, l’intera tribù Juju si è radunata, urlando imprecazioni e lanciando oggetti verso la nave che si allontana; alcuni guerrieri tentano persino di nuotare per raggiungerli, ma il mare mosso e la velocità crescente dell’imbarcazione rendono ogni tentativo inutile. Il gruppo ha rubato il diamante sacro della tribù, una pietra che, come Adam scopre grazie alle sue conoscenze, rappresenta la divinità dei venti per il popolo Juju e vale una fortuna (20.000 monete d’oro), oltre a poter conferire grande fama a chi la possiede (3 punti).

A bordo della nave, tuttavia, non c’è tempo per festeggiare.

La peste bubbonica è ancora un problema e c’è il rischio che la malattia si diffonda tra i trentanove uomini della ciurma.

Vanya e gli altri membri esperti in alchimia e medicina si mettono al lavoro con le quattordici piante medicinali recuperate sull’isola, producendo 42 pozioni di curare malattia potenziate.

Due piante vengono interrate con cura nella speranza di coltivarle a bordo, mentre le restanti vengono trasformate in rimedi sufficienti per immunizzare l’intera ciurma. Il costo è stato enorme, quattordicimila monete d’oro in materiali, ma la peste bubbonica viene debellata completamente, e Sandara Quinn insieme a Tasso utilizza tutti i suoi poteri divini per ristorare il gruppo dalla perdita di caratteristiche accumulate.

Al quinto giorno di navigazione, la nave lascia i Ceppi Interni e fa ingresso nel Mare della Febbre, con altri tre giorni di viaggio davanti prima di raggiungere la destinazione. È allora che, scrutando l’orizzonte, il gruppo avvista uno spettacolo che non può ignorare: una nave mercantile con la bandiera del ragno nero su sfondo bianco, sta fuggendo disperatamente verso sud con uno degli alberi spezzato a metà. A tallonarne la fuga c’è una lancia da guerra del Cheliax, con le sue vele nere e rosse gonfie di vento, armata fino ai denti con quattro balliste e due catapulte, e con una legione di almeno ventotto uomini a bordo pronti a non fare prigionieri.

Raiden invia dei gabbiani a perlustrare entrambe le navi, e le notizie che tornano non sono rassicuranti. La mercantile è già stata attaccata in precedenza, conta una ventina di uomini e non dispone di macchine d’assedio, mentre la lancia cheliaxiana è una macchina da guerra perfettamente funzionante. Il gruppo discute le opzioni a lungo: ignorare tutto e proseguire verso sud, aiutare la mercantile, o attaccare direttamente la lancia del Cheliax. Alla fine, la scelta cade sull’opzione più audace: intercettare la nave da guerra cheliaxiana, colpirla duramente e abbordare il nemico prima che possa reagire.

La Piuma Incantata Ventaglio viene attivata, e la nave del gruppo balza in avanti con una velocità quasi soprannaturale, raddoppiando istantaneamente la propria andatura e divorando la distanza che la separa dalla lancia nemica. Le due navi si scambiano colpi di ballista e catapulta mentre si avvicinano, e la nave del gruppo subisce danni pesanti: la carena viene colpita più volte e l’albero di prua si spezza, riducendo la velocità massima dell’imbarcazione. Nonostante le perdite strutturali, le balliste del gruppo riescono a scalfire la carena rinforzata della lancia cheliaxiana, infliggendo i primi danni significativi al nemico.

Con le navi ormai a distanza ravvicinata, il gruppo si prepara all’arrembaggio. Incantesimi di potenziamento vengono lanciati sui combattenti più forti, e una pozione di velocità viene distribuita in vista dello scontro corpo a corpo imminente. La decisione è di affiancare la nave nemica invece di speronare, per preservare il bottino e limitare ulteriori danni alla propria imbarcazione già provata. Le due navi si muovono l’una verso l’altra nel Mare della Febbre, con il fragore delle onde e il crepitio delle vele come unica colonna sonora prima della tempesta di ferro e sangue che sta per abbattersi.