L’addio di Kenan
Kenan lascia la ciurma con l’Occhio per cercare Gunpowder Morgans. Tristana diventa vicecapitana, mentre il Barone Vigo presenta la gerarchia dei Ceppi e l’offerta della Triplice Alleanza.
Dopo lo scontro con Cariddi, la ciurma esausta e stanca, con la nave danneggiata, si corica e va a riposare.
A notte fonda, Kenan si avvicina a Adam sul ponte di prua, dove quest’ultimo, avendo finito il suo riposo, sta studiando il suo diario alla luce fioca della luna. Con due bicchieri di rum in mano, Kenan rompe il silenzio con parole pesanti come piombo: vuole brindare a un addio, il suo.
Spiega che le forze in gioco sono diventate troppo grandi, che le visioni nella pozza, l’incontro con Pellepinta e la minaccia costante di Belfast rendono impossibile continuare a coinvolgere la ciurma nei suoi pericoli personali. È convinto che il suo ex mentore, il leggendario Gunpowder Morgans, sia ancora vivo e che sia la chiave di tutto.
Kenan chiede a Adam la bussola magica conosciuta come l’Occhio di Swingli, spiegando che da solo avrebbe potuto muoversi più velocemente e senza mettere a rischio i compagni.
Adam, riconoscendo in lui la stessa determinazione che ha guidato le proprie scelte più difficili, non si oppone. Si stringono il braccio in segno di rispetto reciproco, e Kenan promette che tornerà con le risposte che la ciurma merita, sperando di essere riaccettato. Poi si cala silenziosamente lungo il fianco della nave su una scialuppa già pronta, e scompare nella notte in direzione della Baia della Forca.
La mattina seguente, la ciurma si è ritrovata a colazione senza il vicecapitano. Raiden trova una lettera piantata con un dardo sulla parete della sua cabina: Kenan spiega le sue ragioni, parla di Morgans, di forze antiche e di un sacrificio necessario. Il capitano comunica la notizia all’equipaggio con calma, dichiarando che non avrebbe mai obbligato nessuno a restare, ma che chi abbandona la nave poi deve riguadagnarsi il rispetto ed il posto in ciurma, così dovrà fare Kenan, qualora ritornasse.
Con il ruolo di vicecapitano vacante, la ciurma si spacca immediatamente in fazioni. Vengono proposti due nomi: Tristana, apprezzata per la sua determinazione e la sua visione strategica, ed Heryck, stimato per il coraggio fisico e la lealtà dimostrata in battaglia. La votazione è stata accesa e si è conclusa in un pareggio che lascia la decisione finale nelle mani di Raiden, il quale si prende la giornata per riflettere. Nel frattempo, la nave prosegue il suo viaggio verso Rocca Acquamarea con le vele gonfiate dalla magia, cercando di compensare i gravi danni strutturali subiti durante lo scontro con il mostro marino.
Il secondo giorno di navigazione trascorre stranamente tranquillo, fino a quando dalla vedetta vengono avvistati due punti di interesse in direzioni opposte: un piccolo isolotto boscoso non segnato accuratamente sulle mappe e una nave a tre alberi ferma all’ancora. Il pappagallo viene inviato in ricognizione da Raiden, e presto è chiaro che la nave batte un Jolly Roger inconfondibile: due teschi, uno con cilindro e monocolo, l’altro con capelli lunghi e tatuaggi floreali. Adam così riconosce quel simbolo come appartenente alla coppia di pirati nota come la Ladra e il Barone, figure potenti con base nell’Isola dello Squalo. Il gruppo decide di tirare dritto, sperando di passare inosservato.
La speranza dura poco. Dalla vedetta della nave pirata, un uomo con un enorme cilindro nero e una parrucca a boccoli lancia il cappello in mare, aprendo un portale dimensionale da cui emerge una lancia velocissima dotata di ali, propulsione a vapore e una punta di adamantio a forma di pesce spada.
Al timone c’è una donna con capelli neri da un lato, occhiali da aviatrice e tatuaggi floreali: Mauril Frangiflutti, la Ladra. La lancia guadagna terreno a una velocità tre volte superiore a quella della nave del gruppo, e lo scontro sembra inevitabile.
Proprio quando la lancia è a pochi istanti dall’impatto, Adam attiva la piuma del vento, un oggetto magico che gonfia le vele con una forza straordinaria, proiettando la nave in avanti come una freccia scoccata da un arco. La lancia sfiora lo scafo per un soffio, rimbalza sull’acqua come una pietra lanciata e si allontana perdendo velocità. Il gruppo tira un sospiro di sollievo, ma non per molto: un cilindro fluttuante atterra sul ponte della loro nave, e da esso si ricompone lentamente una figura d’argilla lucida che si espande fino a diventare la copia perfetta del Barone Vigo Palpathe.
Il Barone si presenta con aristocratica compostezza come primo comandante della flotta di Lady Cerise Sanguemisto, e si congratula con il gruppo per la manovra evasiva.
Quando Raiden e Adam menzionano il nome di Merrill Gambasalda, il tono della conversazione cambia radicalmente: il Barone conosce il vecchio pirata poiché affiliato alla sua ciurma e rispetta chiunque sia legato a lui.
Il gruppo rivela inoltre di aver distrutto un antico artefatto che controllava le maree, spiegando così le anomalie che il Barone sta investigando tra le tribù Sahuagin. Colpito dalla rilevanza delle loro imprese, Vigo Palpati propone al gruppo di unirsi alla flotta di Lady Cerise.
Il Barone fornisce poi una panoramica dettagliata della gerarchia piratesca: il Re Uragano Kendrick Pugnodosso governa da Porto Periglio e ogni sei mesi apre le iscrizioni per ottenere la patente di Capitani Liberi attraverso tre prove.
I Pezzi da Otto sono divisi tra la triade composta da Lady Cerise, Tessa ed Endymion, il selvaggio Sorrinash alleato del Re, il neutrale Marimar e il misterioso e temibile Belfast, immortale da oltre duecento anni.
Barnabas Harrigan, un tempo tra i più potenti, è caduto in disgrazia, ed il Barone crede che dopo aver tentato di tradire il Re, è stato ridimensionato e ora è alla ricerca di riscatto.
La regata dei Capitani, tenuta presso l’Occhio di Abendego, permette al vincitore di esprimere un desiderio al concilio dei pirati, tra cui anche, entrare nel concilio dei Pezzi da Otto.
Prima di congedarsi, il Barone esige la decima del bottino come previsto dal codice della pirateria, sequestrando tramite teletrasporto pietre preziose per un valore di circa cinquemila monete d’oro. In cambio, consegna al gruppo un fazzoletto ricamato con le sue iniziali come pegno per presentarsi a Lady Cerise, e uno stendardo magico temporaneo con il suo Jolly Roger, valido per sette giorni, per scoraggiare eventuali attacchi durante il viaggio.
Questa cosa va gestita bene, perché potrebbe anche attirare molte attenzioni indesiderate.
Il simulacro si dissolve poi in sabbia bagnata, lasciando il gruppo più povero ma infinitamente meglio informato.
Nel frattempo, Adam ha condotto una serie di colloqui riservati con i membri chiave della ciurma per raccogliere opinioni sulla posizione di vicecapitano. Selistra, la sua seconda nel ruolo di quartiermastro, suggerisce Nida o Sandara come alternative valide, esprimendo dubbi sulla lealtà di Kenan.
Viscida, voce della vecchia ciurma, rivela che molti marinai originali preferiscono Heryck o Sandara, citando vecchi rancori personali nei confronti di Tristana.
Raiden convoca poi entrambi i candidati in privato: Tristana parla con lucidità delle proprie ambizioni e della propria trasparenza, mentre Heryck risponde con umiltà e lealtà, dichiarandosi pronto a mettersi in gioco di più.
Alla fine della giornata, Raiden riunisce la ciurma e annuncia la sua decisione. Tristana viene nominata primo vicecapitano, scelta per la sua determinazione e il suo desiderio ardente di ricoprire quel ruolo. Sandara, sacerdotessa di Besmara amata da tutti e sempre presente sulla nave, viene nominata secondo vicecapitano con il compito di prendere le decisioni in assenza di entrambi i comandanti. Sandara accetta con qualche riserva, ma con la dignità che la contraddistingue, e la ciurma dei Pirati di Raiden si prepara ad affrontare il futuro con una nuova gerarchia al comando.