Teschi e CeppiDiario di bordo
Tutte le sessioni
Sessione 8110/03/26Atto IV — Il regno sotto le maree

L’Occhio di Svigli

La Matrona rivela il lascito di Elias Wolfe, la copia chiamata Trono delle Maree e l’astrolabio sigillato. Dopo Cariddi e molte verità, il secondo grande atto della campagna si chiude.

Il gruppo si ritrova nelle profondità delle gallerie sommerse, riunito attorno alla Matrona dei Sahuagin, l’anziana e cieca matriarca del popolo marino.

La sua cecità non è un limite, ma una porta verso altri sensi: percepisce la presenza degli stranieri attraverso il respiro, il movimento dell’acqua, l’odore della battaglia ormai conclusa. Intanto comprende subito che qualcosa è cambiato. Nelle loro voci non c’è più la ferocia dei suoi figli. Il trono è caduto.

Quando il gruppo le offre il Tridente Zul in segno di rispetto per il sacrificio di Kreelot, la Matrona lo accoglie con una solennità quasi rituale. Con un semplice gesto solleva l’arma e la sua magia attraversa l’acqua come un’onda invisibile. Il corallo maledetto che aveva infestato uno dei compagni si ritrae e viene risucchiato via, dissolto senza violenza, come se la stessa matriarca stesse rimuovendo una scheggia dal corpo di un figlio.

Intanto nelle gallerie il livello dell’acqua comincia lentamente ad abbassarsi. Il trono è distrutto, e le maree tornano alla loro legge naturale.

Successivamente la Matrona si volta verso Pelle Pinta, la sua voce, antica e ferma, rompe il silenzio delle grotte proclamandola erede di Kreelot.

Le consegna il Tridente Zul.

Quando Pelle Pinta stringe l’arma, il cristallo si irrigidisce e si copre di spine sottili, come se la stesse giudicando. Non la respinge con violenza, ma neppure la accoglie del tutto. È un riconoscimento incompleto, sospeso tra diffidenza e destino. Alla nuova erede viene affidato il peso del comando: guidare il clan, raccontare ai Sahuagin la verità sulla schiavitù imposta dal vecchio sovrano, e decidere cosa fare dei soldati che avevano servito la sua follia. È un compito immenso per una donna che si è sempre definita piratessa e mai regina, tanto che Pelle Pinta sembra indecisa sul da farso.

Prima di lasciare le gallerie, il gruppo ricorda la Locatah ferita, la creatura del mare a cui erano stati divorati i figli e che era stata mutilata.

La Matrona la chiama e la conduce alla pozza sacra. I suoi poteri sono limitati, ma bastano a ricucire parte delle ferite e restituirle la forza per tornare alle profondità.

Il granchio del fango schiavo di Kreelot, adesso è libero di andarsene così il gruppo chiede una mano, ed insieme alla principessa, vanno via nelle profondità dell’oceano.

Prima di sparire tra le correnti, la Locatah si volta e dichiara il proprio debito verso il gruppo. Promette che li troverà, ovunque il mare li porterà, e loro dicono di fare riferimento a Rocca Acquamarea.

Il gruppo chiede poi spiegazioni sui simboli misteriosi della clessidra magica.

La Matrona li riconosce immediatamente: rune tritoniche. Sono i segni con cui quel popolo forgia bussole, astrolabi e attrezzature magiche. Non può dire molto di più perché non le conosce bene, ma li rassicura: non sono segni malvagi, i tritoni sono un popolo pacifico e votato al bene.

L’addio a Pelle Pinta avviene tra parole incomplete e silenzi pesanti. La piratessa ammette di aver vissuto troppo a lungo nel doppio gioco e confessa di non sapere come Tessa Buonvento reagirà quando scoprirà la verità. È divisa tra la memoria del padre morto, il legame con il popolo tra cui è cresciuta ed il suo desiderio di continuare a fare la pirata.

Quando Kenan le porge la guancia, lei lo bacia con delicatezza.

Sarà un addio? Solo il tempo potrà raccontare la storia.

Poi la piratessa fa un regala al vicecapitano: dalle sue labbra scivola un tatuaggio Varisiano che si trasferisce sulla pelle di Kenan, scendendo dalla guancia al collo. Il segno gli dona il potere di evocare un geyser una volta al giorno. È un dono, ma anche un filo invisibile che unisce due destini che ora devono separarsi.

Più tardi, sulla nave, il gruppo decide finalmente di aprire lo scrigno sigillato.

Adam dissolve uno degli incantesimi che lo protegge, ma una maledizione necromantica continua a resistere. Alla fine scelgono di aprirlo e quando i sigilli di piombo cedono, un piccolo sbuffo di sostanza corrosiva investe l’aria (sintomo del dissolvi che ha cancellato la trappola), seguita da un’ombra urlante che prende forma davanti a loro. Lo spirito si avvicina a Raiden e pone una domanda semplice e terribile: nave o ciurma. Il capitano sceglie la nave. Lo spirito allora svanisce nell’albero maestro, incidendo nel legno una spirale nera: il Marchio della Morte.

Dentro lo scrigno, avvolto in un panno antico, si trova un fagottino.

Contiene una lettera e un oggetto straordinario.

La lettera è scritta dal capitano Elias Wolfe. Racconta la sua ossessione per il Trono del Mare e la rivalità con Nalt, il leggendario principe dei pirati. Spiega come un oggetto chiamato “l’Occhio” lo abbia condotto non al vero Trono del Mare ma a una copia, il Trono delle Maree. Capito allora che tale desiderio lo consumava, decise quindi di sigillare l’astrolabio magico e affidarlo ai Sahuagin, per impedire che altri cadessero nella stessa ossessione.

Il Commodore Chaser identifica l’oggetto, dicendo che ne ha sentito parlare quando ancora era in vita e non uno scheletro: l’Occhio di Svingli, un astrolabio creato da una sacerdotessa di Morne che sacrificò il proprio occhio per incantarlo. L’artefatto è capace di puntare verso il desiderio più profondo di chi lo impugna, ma funziona solo se il possessore è disposto allo stesso sacrificio: uno dei suoi occhi.

Il gruppo comincia così a collegare i frammenti di una storia più grande.

Nalt appare legato a quasi tutti gli oggetti che hanno trovato. L’Occhio di Svingli potrebbe condurli verso ciò che ognuno di loro desidera davvero.

Mentre discutono chi dovrebbe compiere il sacrificio necessario, la nave prosegue verso sud tra le isole dell’arcipelago, sotto un cielo calmo che si colora di rosso al tramonto. Poi all’improvviso tutto si ferma. La nave si blocca come afferrata da una mano invisibile. Un enorme mulinello si forma attorno allo scafo e comincia a trascinarla verso il centro di un gorgo oscuro.

Dal cuore del vortice emerge Cariddi. L’aberrazione gigantesca ha il dorso chitinoso e spinato e il corpo di un enorme serpente famelico. Piccole mani artigliate afferrano le navi prima di inghiottirle. Il combattimento diventa immediatamente disperato. Le baliste tuonano, Raiden scatena fulmini, e tutti colpiscono con tutto ciò che possiedono mentre la nave gira sempre più velocemente nel vortice.

Adam, con il medaglione di platino incandescente sul petto, riesce ad evocare la sua metà oscura. Le copie di sé stesso lo difendono tanto da maledire il mostro con Malaugurio e Raggi di indebolimento.

Ma Cariddi risponde con furia devastante. Nel caos un membro della ciurma il marinaio Squid, perde la presa al parapetto e cade nella bocca del mostro masticandolo vivo davanti a tutti, mentre gli artigli devastano lo scafo.

Nonostante la rigenerazione mostruosa della creatura, il gruppo resiste. Kenan riceve una frustata acida che gli lascia una cicatrice permanente, senza malus. Pathapios viene colpito più volte e rischia di perdere conoscenza. Tristana viene scagliata in aria dal soffio del mostro e riesce a salvarsi solo agganciandosi con un rampino a una trave della nave.

Alla fine Heryck colpisce con una forza devastante e stacca uno dei bargigli della creatura. Il mostro vacilla, sopraffatto dai danni accumulati, e perde conoscenza. Il suo corpo scivola lentamente nelle profondità nere da cui era emerso.

Il gorgo si dissolve, la nave si raddrizza e rimane a galla, gravemente danneggiata ma intatta. Il gruppo resta sul ponte, esausto, con il bargiglio di Cariddi come trofeo e la consapevolezza di aver affrontato uno dei mostri più temibili degli oceani interni.

Conquistano così altri tre punti fama, che si sommano ai precedenti 14 punti (11 fama e 3 infamia).

Con diciassette punti discredito guadagnati e il secondo capitolo della loro storia ormai concluso, la nave punta la prua verso Rocca Acquamarea. Davanti a loro si aprono nuove rotte, cariche di segreti, maledizioni e verità ancora nascoste che attendono di essere scoperte nelle avventure che verranno.

Finirà così il capitolo 2?