La cripta annegata
Un tunnel conduce a una caverna dalle acque rossastre e a una tomba sigillata. Il cadavere custodito lì rivela un legame antico tra l’Abominio e i frammenti del medaglione.
Il gruppo attraversa un tortuoso tunnel sottomarino per circa cinque minuti, nuotando tra passaggi che salgono e scendono, fino a emergere in una caverna vastissima. L'acqua torbida e rossastra arriva alle ginocchia, rendendo difficile il movimento, e galleggiano ovunque particelle e uova simili a quelle viste in precedenza. È la caverna più grande che abbiano mai visto da quando sono entrati in quel labirinto sottomarino, con cinque diramazioni oltre quella da cui sono arrivati.
Con cautela, il gruppo si muove in silenzio attraverso l'acqua, scoprendo tre enormi Sahuagin guerrieri seduti su scogli al centro della stanza. I giganti si stanno abbuffando di uova, mentre una mezza dozzina di Sahuagin più piccoli viene maltrattata e costretta a servirli come schiavi. I guerrieri discutono del loro recente raid su un'isola, vantandosi di aver segnato case e recuperato una pietra che darà loro il controllo delle maree. Uno di loro, più ferale e simile a uno scorfano, percepisce un odore strano e si alza per investigare, ma non riesce a individuare gli intrusi nascosti nell'ombra.
Il gruppo pianifica rapidamente un attacco a sorpresa. Pathapios lancia un incantesimo per creare una bolla di silenzio intorno alla pistola di Kenan mentre Heryck si prepara a caricare. Quando il momento è giusto, Heryck esplode in azione, caricando attraverso l'acqua e ferendo uno dei Sahuagin grossi con tre colpi devastanti in rapida successione. Tristana, appostata in alto, spara tre frecce che uccidono un secondo Sahuagin, mentre Fulvius lancia il suo stocco con precisione mortale, eliminando il primo già colpito da Heryck. Kenan con una sventagliata di revolver uccide il terzo in 6 secondi. I piccoli Sahuagin schiavizzati, terrorizzati dalla carneficina, fuggono in tutte le direzioni senza dare l'allarme, scomparendo nei vari passaggi della caverna.
Tra gli scogli, il gruppo nota due cadaveri quasi completamente decomposti di Locatahhth, evidentemente mangiati dai Sahuagin. Realizzano che questa caverna è il nodo centrale del covo. Dopo aver discusso brevemente, decidono di esplorare uno dei tunnel, che li conduce attraverso un'altra galleria subacquea di circa due minuti fino a un'area emersa con gradini che separano una pozza d'acqua da un piccolo promontorio.
Di fronte a loro si ergono due porte: una piccola di pietra costruita successivamente, e una mastodontica alta cinque metri che sembra essere nata con la roccia stessa. La porta grande emana potenti aure magiche di cinque scuole diverse e ha una serratura unica a forma di tridente con due simboli che si incrociano in perpendicolare. Dalla porta proviene un rombo costante, simile al ribollire del mare. La porta più piccola è protetta da due aure magiche: una di invocazione e una di abiurazione.
Pathapios e Adam, tentano di dissipare le magie sulla porta piccola, riuscendo al primo tentativo a dissolvere l'aura di invocazione. Dopo un secondo tentativo fallimentare, riescono alla terza volta a dissipare anche l'aura di abiurazione, facendo aprire leggermente la porta. Quando entrano, vengono accolti da una fragranza dolciastra e vedono una stanza con pavimento di sabbia, arredata con un letto, una scrivania piena di pergamene, una libreria e un telaio per tessitori rudimentale. Le pareti sono ricoperte di bellissimi fiori viola rampicanti di origine esotica.
Su uno scaffale della libreria, sotto una pesante salamoia, scoprono la testa mozzata e conservata di un uomo. Quando Raiden studia i fiori si accorge che possono essere velenosi e pronuncia un “No” guardando il suo gruppo, ma questi fiori rilasciano uno sbuffo velenoso che causa tosse e bruciore agli occhi a tutto il gruppo, mentre Adam cade in uno stato di confusione. Esplorando la stanza, trovano un forziere sotto il letto contenente tre pozioni per respirare sott'acqua, componenti materiali e una bacchetta magica quasi completamente carica (27 cariche) di “Ragnatela”. Tristana nota conchiglie e gioielli accanto al comodino, capendo che la stanza appartiene a una donna.
Sulla scrivania trovano varie mappe: una dei ceppi, una di Rocca Acquamarea con una X sopra, e un messaggio che dice la nave dove la nave prigione attraccherà.
Scoprono anche un disegno di Kreelot a fianco a una donna dalla carnagione nera piena di tatuaggi, e una collana con un'incisione che recita “A mia figlia Isabella”. Il gruppo realizza con shock che la stanza appartiene a Pellepinta e che lei è la figlia adottica di Kreelot.
Improvvisamente, mentre il gruppo stava esplorando, Kenan sente due braccia cingergli il petto e viene teletrasportato via. Si ritrova in una stanza vuota con un piccolo altare e un canale d'acqua, di fronte a Pellepinta. Lei gli rivela con urgenza di essere la figlia di Kreelot, spiegando che suo padre è il lord di Baia della Forca. Racconta la sua storia traumatica: è stata schiavizzata e torturata dal Capitano Soshmira, che le ha inciso una mappa della Baia della Forca sulla pelle con ferri roventi ed aghi magici, finché giungendo qui in cerca del tesoro di Wolfe, Kreelot non l'ha salvata e adottata come figlia.
Pellepinta confessa di aver tradito il gruppo, ammettendo di aver fornito a Kreelot tutte le informazioni necessarie per espugnare Rocca Acquamarea e trovare la pietra. Ha scrutato la mente di Kenan fin dal loro primo incontro, passando ogni dettaglio a suo padre. Supplica Kenan di abbandonare la missione e di fuggire, indicandogli una via d'uscita attraverso il tunnel centrale che porta a Baia della Forca. Gli dice che se Kreelot è seduto sul trono del mare non possono vincere contro di lui.
Kenan, profondamente ferito dal tradimento, rifiuta di abbandonare i suoi compagni. Quindi le chiede cosa avrebbe scelto tra la sua ciurma o suo padre, lei risponde che non può fare quella scelta. Kenan invece non ha dubbi, sceglierà sempre i suoi compagni, e non scapperà salvandosi la vita. Pellepinta offre un'ultima possibilità: unirsi alla flotta di Kreelot e servire un nuovo padrone, ma Kenan rifiuta nuovamente. Lei si avvicina, gli prende le mani, gli dà un bacio e lo teletrasporta di nuovo dai suoi compagni, ma questa volta non lo segue.
Kenan riappare attraverso una porta dimensionale e racconta al gruppo dell'incontro e del tradimento di Pellepinta.
Si capisce ora che la testa sotto salamoia appartiene proprio al capitano Soshimira, l’aguzzino che ha tormentato e rapito Isabella quando ancora era una giovane streghetta. Il gruppo discute le implicazioni: Pellepinta ha orchestrato tutto, tradendo sia loro che Tessa Buonvento, e Kenan pensa che forse tradirebbe anche Kreelot.
Realizzano che il Capitano Soshmira cercava il tesoro del Capitano Wolfe e che Kreelot lo ha ucciso, salvando Pellepinta e poi infiltrandola nella ciurma. Nonostante le avvertenze, il gruppo decide di non arrendersi e di continuare la missione per recuperare la pietra.
Tornando sui loro passi, devono trovare la chiave per aprire la gigantesca porta di pietra, e la cercano nelle altre gallerie. Prendono una via che sembra giungere in una camera da letto chiusa a chiave. Dopo averla scassinata, la esplorano trovando un giaciglio di alghe, gingilli e maracas fatte di conchiglie. Raiden scopre una leva nascosta dietro una roccia nella stanza che apre una piccola alcova segreta. All'interno c'è un altare con perle pure come offerta e una statuetta di saponaria intagliata a forma di drago orientale blu. Raiden riconosce immediatamente la statuetta come una rappresentazione di sua madre, Shutara, rimanendo sorpreso e spaventato dalla scoperta. Le perle sono ben tenute e spolverate con cura, indicando che l'altare è ancora in uso. Il gruppo discute il significato della presenza dell'altare, con Raiden che si chiede se sua madre sia alleata con Kreelot.
Proseguendo oltre, attraversano una tenda di alghe verdi ed entrano in una vasta nursery piena di uova bluastre e girini Sahuagin che nuotano liberamente. Una voce pesante e vecchia li accoglie, rivelando la presenza di una gigantesca Matrona Sahuagin.
La Matrona, quasi cieca ma con percezione acuta, brandisce un bastone di corallo a cinque punte simile a quello di Kreelot, che il gruppo riconosce come una delle chiavi per la grande porta. Si rivela essere una custode dei girini, una balia, che vive ormai da duecento anni, benedetta con una lunga vita e poteri curativi. Conferma che Kreelot è tornato con la pietra luminosa e l'ha riposta sul trono delle maree, facendo risalire il livello dell'acqua. Spiega che Kreelot è stato corrotto dal trono che ha un suo desiderio di potere, col quale ha avvelenato la sua mente, portandolo a sacrificare molti figli nella conquista di Rocca Acquamarea.
Raiden torna indietro all'altare di Shutara per riposizionare la statuetta al suo posto.
La Matrona lo ferma, chiedendogli cosa abbia fatto, e Raiden spiega di aver voluto rendere grazie a chi lo ha cresciuto. La Matrona si rilassa, dicendo che Shutara è stata una grande amica per lei. La Matrona rivela di essere stata benedetta da Shutara, la madre di Raiden, con il potere di Kelizandri, il signore elementale dell'acqua. con una benedizione antica. Quindi chiede se lui sia il trovatello di cui parlava sua madre, che definiva figlio, e Raiden conferma, rivelando di essere cresciuto con Shutara, che lui chiamava proprio “mamma”.
La matrona esprime tristezza per il giorno in cui il cielo si è oscurato tra fiamme, quando Shutara è scomparsa, e ancora oggi spera di rivederla.
Raiden confessa che crede che sua madre sia imprigionata insieme ad Ashaq, una terribile dragonessa rossa, e la Matrona risponde che pensa che la sua amica Shutara sia ancora viva e preghi per tutti i suoi amici e suo figlio.
La Matrona vuole aiutare il gruppo, ma si rifiuta di consegnare la sua chiave del trono, affermando che sarebbe stato un tradimento verso Kreelot, ma rivela l'esistenza di una quarta chiave antica nascosta nelle gallerie. Propone al gruppo di sconfiggere Kreelot per liberarlo dalla follia del trono, ma chiede di salvarlo se possibile.
La Matrona offre al gruppo di immergersi in una vasca sacra che attinge potere da Gozreh e Kelizandri per recuperare energie. Raiden si immerge per primo, sentendosi rinvigorito e in comunione con la natura. Si immergono tutti tranne Fulvius, recuperando vita e potere. Quando Adam si immerge, inizia a tremare e avere convulsioni mentre la sua meta oscura sale sul collo. Ha una visione terrificante: si vede su una nave con uomini che si prostrano a lui come avatar dell’abominio, prima che un occhio gigante si apra nel mare e inghiotte la nave su cui navigava.
La visione culmina con un uomo incatenato in un sarcofago che urla mentre l'acqua lo sommergeva, e un pezzo di medaglione circolare, identico alla chiave del sigillo dell’Abominio, cade dal suo collo.
A quel punto il gruppo lascia la nursery ed esplora un altro passaggio, trovando un dormitorio pieno di circa quaranta Sahuagin, principalmente piccoli, femmine, anziani e bambini, tutti spaventati e malnutriti. Parlando in un comune stentato, rivelano di essere schiavizzati dai Sahuagin più grandi e che il loro capo è impazzito. Forniscono indicazioni cruciali: la via centrale porta all'uscita verso Baia della Forca, una via porta alla caserma con dodici-quindici Sahuagin adulti, e la grande porta di pietra conduce al trono di Kreelot. Menzionano anche un possibile altare vicino al buco blu.
Il gruppo attraversa una lunga galleria che funge da dispensa, piena di cibo come murene giganti, carne di Locatahhth, sgombri e tonni. Notano sette lance Locatahhth, indicando la macellazione di queste creature. Mentre procedono con cautela, Adam sente un brivido e la sua borsa si agita, indicando che il platino delle profondità al suo interno sta reagendo a qualcosa. Avvicinandosi a una parete curva coperta di alghe, il platino reagisce intensamente, scaldandosi e facendo bruciare le alghe senza ferire Adam. Viene rivelata una stretta fessura nella parete, una grossa pietra appoggiata su un buco.
Il gruppo lavora insieme per spostare la grossa pietra, aprendo un passaggio segreto verso la roccia. Entrando, Adam sente brividi intensi e scopre un sarcofago al quale è incatenato un essere mummificato da anni. Dall'essere pende dal collo un pezzo di platino delle profondità, identico per colore e dimensioni a quello di Adam, ma con la forma di un pezzo di medaglione. Sopra il sarcofago c'è un'incisione che recita:
*“Qui giacerà per sempre né vivo né morto Ildelmar Quams capitano dei ceppi, nemico dei popoli liberi, traditore del popolo della superficie.*
*Possa il suo demone con cui parlava ogni notte accoglierlo per sempre nella non morte”.*
L'acqua sta entrando nella cripta, rivelando che l'uomo è stato sigillato vivo e annegato, e il gruppo realizza di aver scoperto un segreto antico e terribile legato all'abominio e ai frammenti del medaglione.