Il patto nelle profondità
La ciurma accetta di scendere sott’acqua per recuperare Raiden. Tra cunicoli e magia sahuagin, il viaggio si chiude con un salto della clessidra verso il Golfo Omega e la Baia della Forca.
Dopo aver discusso le opzioni, il gruppo decide di procedere con lo scambio per recuperare il capitano.
Si preparano per la discesa sottomarina, utilizzando pozioni e incantesimi per respirare sott'acqua. Scendono nelle profondità marine, attraversando gallerie popolate da Sahuagin armati che li guidano verso l'atrio dove Kreelot li attende. Lì trovano il capitano Raiden incosciente, trattenuto da due soldati Sahuagin, con un corallo impiantato nel collo che causa bolle dalla sua gola e gli permettono di respirare. Kreelot si rivolge al gruppo con rispetto ma anche con disprezzo, riconoscendo il loro valore, anche perché hanno combattuto bene e hanno ucciso molti dei suoi “figli” ma definendoli comunque pirati senza onore, poiché umani, incoscienti ed irriconoscenti per non aver capito subito come il mare sia sovrano e debba riottenere la pietra.
Il gruppo propone una condizione: Tristana deve poter toccare la pietra prima di consegnarla. Kreelot accetta, rivelando di aver già fatto un accordo con Tristana, definendola figlia del mare e affermando che il suo destino è legato alla pietra. Tristana tocca la pietra che si congela, permettendo a Kreelot di romperla con un colpo di tridente, e poi nuota da sola in una grotta sottomarina abissale, seguendo una luce pulsante che si rivela essere la Pietra Elementale. Inizialmente bianca e luminosa, la pietra si stabilizza in un colore azzurro celeste. Quando Tristana la tocca, sente un calore intenso e vede cristalli di neve formarsi intorno alle sue dita, mentre l'acqua attorno a lei scende di almeno dieci gradi.
Tristana sperimenta una scossa e una convulsione, vivendo un turbinio di visioni del suo passato, presente e futuro. Vede l'ammutinamento, i suoi genitori che le raccontano leggende, e due piccole persone che prendono una bambina in fasce, senza sapere se sia lei stessa o il suo futuro. Alla fine della visione, vede un trono di pietra grezza in una grotta con una fauce rocciosa, e una figura piccola con capelli verdi, un occhio marrone e uno azzurro, accompagnata da un leopardo. La figura attraversa Tristana e scrutandola come una visione spaziotemporale onirica esclama “Curioso”, poi si gira a guardare un trono acuminato, scomodo e impossibile da descrivere. Al termine dell'esperienza, Tristana si ritrova esausta, con la Pietra in mano che ha perso la sua luminosità ma è rimasta celeste.
Kreelot solleva Tristana e le dice che ora è tutt'uno col mare, chiedendole se sia soddisfatta. Lei dice di sì e poi dice al Sahuagin che può riportare la Pietra al Trono delle Maree. Kreelot, infine, la invita a entrare nella sua tribù se lo desidera, dicendole che il mare le indicherà dove trovarlo alla Baia della Forca. Kreelot prende la Pietra e dichiara che la sua parte dell'accordo è stata rispettata, poi avverte che da domani torneranno nemici, dopo essere andato via. Il gruppo risale in superficie con il capitano Raiden, che viene curato e si risveglia, percependo una sensazione strana dal corallo impiantato nel suo collo.
Quando tornano a Rocca Acquamarea, trovano il villaggio danneggiato dai Sahuagin, ma la rocca è intatta. Incontrano Lady Agasta, che appare drasticamente invecchiata, con rughe, capelli biondi con striature bianche, e visibilmente stanca. Rivela che ha sentito la magia andare via quando la Pietra è stata rimossa, e il suo medaglione, prima viola, è ora completamente grigio e privo di potere. Lady Agasta spiega che il potere della rocca era legato al suo medaglione e che ora la rocca non è più difesa magicamente. Chiede ai cavalieri di Rocca Acquamarea se sono disposti a servire una Lady stanca e senza forze, ed il gruppo decide di concentrarsi sulla minaccia di Kreelot, lavorando per recuperare la pietra.
Il capitano Raiden esprime la sua rabbia e determinazione, dicendo che odia perdere e che quel pesce lo vuole infilzare con la testa su una picca. Dopo qualche discussione il gruppo decide di dirigersi verso Baia della Forca per affrontare Kreelot e recuperare la pietra.
Solo come trovare la rotta?
Kenan, a malincuore, decide di andare da Pellepinta per spiegare che anche se avevano fatto un patto, ora è di importanza vitale che la ciurma sappia il segreto della mappa tatuata sulla schiena della ragazza. Con riluttanza e preoccupazione la capitana libera accetta e parla con tutta la ciurma.
Rivela che il suo primo tatuaggio sulla sua schiena, inciso da Tiama Soshmira, un terribile pirata malvagio, mostra la mappa che porta a Baia della Forca.
La mappa indica il luogo dove Cyrus Wolf, ex pirata leggendario e avversario e rivale di Nalt, il principe dei pirati, ha depositato un tesoro leggendario contenente una bussola magica che punta direttamente a ciò che il cuore brama. Kenan dice che se Crow, capitano dei dannati, trovasse questa bussola, egli potrà recuperare la metà della mappa che manca ad entrambi e che poi punterebbe subito su di lui, che possiede la metà perduta, o su Morgans, il suo mentore. Se Crow arrivasse a trovare Il “canto delle maree”, uno strumento leggendario che potrebbe dominare il mare, per loro sarebbe la fine.
Infine, a detta di Kreelot, il gruppo realizza che insieme al tesoro, c’è un trono magico chiamato il trono delle Maree.
Indagando nella biblioteca di Theryon, Adam scopre che il Trono delle Maree, è un artefatto leggendario che sarebbe stato usato in passato per controllare il mare e le maree, le correnti e le forze delle onde. Capisce che prima il mare era più indomabile perché probabilmente la pietra poggiava su questo trono, ed è per questo motivo che Kreelot la voleva indietro: per rendere il mare difficile da gestire per gli uomini sulle navi, restituendo il dominio delle correnti ai popoli sottomarini. Theryon deve aver rimosso la pietra, permettendo al mare di essere più quieto e calmo, sancendo il prosperare della pirateria.
Vista la situazione, realizzano che ci sono ben più di un interesse di vendetta o recupero nel viaggio verso Baia della Forca: devono impedire a Kreelot di cambiare il mare.
Il gruppo studia così la schiena di Pellepinta e ridisegna la mappa su carta, notando però una strana omega, un simbolo, in mezzo alla mappa cartografata tatuata sulla schiena della bellissima piratessa. Raiden non ha dubbi: la Clessidra. Vanno a recuperare l’antica clessidra del tempio degli Adaro e manovrando scoprono che vi sono anche cilindri che indicano giorni, mesi e anni. I primi due sono mobili, ma la rotella degli anni, pare bloccata e le rune sono cancellate dall'usura. Con l'aiuto di strumenti, riescono a forzare i meccanismi della Clessidra mettendo tutti i cilindri, rotti e bloccati sulla posizione neutra, bloccando il viaggio avanti nel tempo. Decidono di utilizzare la Clessidra per viaggiare verso Baia della Forca, disegnando il simbolo dell'omega visto sulla mappa di Pellepinta. Si allontanano dalla baia di Rocca Acquamarea e Adam disegna il simbolo dell'omega sulla sabbia della Clessidra con precisione millimetrica, poi la attiva.
La Clessidra si illumina con un'aura verde, azzurra e blu, e un meccanismo interno comincia a muoversi. La nave inizia a rollare e a girare su sé stessa, sollevandosi di mezzo metro dall'acqua mentre una tromba d'aria si forma. Il gruppo si tiene legato mentre la nave si alza vorticando fino a cinquanta metri di altezza. Durante il viaggio, la vista si annebbia e alcuni membri del gruppo cominciano a soffrire di mal di mare. L’uragano scuote la nave ma al termine del viaggio, quando la sabbia della Clessidra finisce, la nave si ferma bruscamente, sbalzando i personaggi. Si ritrovano a cinquanta metri di altezza sopra il mare, tra l'isola Motaku, i picchi Paego, le colline Takalak e la foresta pluviale Chanog. Heryck apre gli alettoni della nave per planare con la nave sopra i rifugi di Sayarning, vicino all’isola nominata trono di Besmara. Con paura, ma al sicuro, il gruppo atterra nell'acqua del Golfo Omega, pronti per affrontare i pericoli che li attendono, risparmiando circa 2 giorni di navigazione, diretti a Baia Della Forca.