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Sessione 6411/11/25Atto II — I segreti di Rocca Acquamarea

Orrore prende forma

La creatura di melma nata dall’oscurità di Adam costringe la ciurma a uno scontro disperato. Superata la minaccia, restano gallerie sommerse, frammenti abissali e troppe domande per Lady Agasta.

Il gruppo si trova faccia a faccia con una mostruosa creatura simile alla forma di metà oscura di Adam, completamente composta di melma nera con bagliori viola.

Al posto della mano destra, la sfera di cristallo che sembra essere diventata un occhio gigante di rospo, impazzito e rapido, scruta tutta la stanza.

Il gruppo chiede alla figura se fosse effettivamente Adam, ma egli risponde a grugniti, come se stesse studiando la situazione, ma senza la capacità di parlare.

Quando Raiden nota che la pozza di melma si agita, la studia velocemente e capisce che sta evocando qualcosa, come se aprisse un portale. Velocissimo, lo colpisce con una spinta idraulica che scaraventa il corpo melmoso di Adam contro la parete della stanza.

Di tutta risposta, il corpo si riassorbe completamente nella melma del pavimento e della parete, e in qualche secondo, si sposta come un’onda melmosa per la stanza, giungendo alle spalle degli avventurieri, sulla porta principale dello stanzone.

Heryck senza pensarci, si lancia per abbracciare la creatura nel tentativo di placcarla, ma la melma si separa al suo tocco, facendosi attraversare lasciandolo solo sporco e confuso mentre la creatura si ricompone immediatamente. L’essere di melma che chiameremo da ora Black Adam, modifica la sua mano per tirare dei filamenti simili a funi per abbattere la porta che si è chiusa magicamente dietro di loro. Heryck tenta di tagliare questi filamenti con la sua accetta e il suo martello, scoprendo che alcuni si spezzano facilmente mentre altri sono gommosi e resistenti, e che la melma cerca costantemente di richiudersi su se stessa ricomponendosi.

Kenan prende bene la mira e spara un proiettile velenoso acido contro la mano della melma, creando un enorme buco che fa allentare la presa della creatura sulla porta. Raiden evoca una potente folata di vento che spinge via la melma dalla porta, impedendo così alla melma di operare sulla porta.. La creatura vistasi contromossare sia il portale che il tentativo di spalancare la porta per la fuga, ormai arrabbiata, trasforma il suo moncherino in una sorta di cannone, e spara una palla di melma esplosiva verso Kenan, che riesce a schivare all’ultimo momento, con la sua grinta da pistolero.. L’esplosione copre Kenan e Tristana di melma appiccicosa, ma non li immobilizza. La melma ricompone il moncherino in una mano con dita lunghe e inquietanti, poi lancia una catena di fulmini che colpisce Pathapios, Tristana e Kenan con violenza.

Durante il combattimento, il gruppo nota che la sfera di cristallo incastonata nel corpo della melma sembra essere il vero cervello della creatura. Tristana tenta di colpirla con una freccia, ma la creatura la protegge, schivando all’ultimo momento. Heryck attacca con la sua morningstar, che viene trattenuta dalla melma, poi colpisce con l’ascia infliggendo un taglio rovente sotto l’ascella della creatura. Kenan spara un proiettile acido direttamente alla sfera, colpendola e creando una scheggiatura e una piccola crepa. La sfera reagisce, eruttando una frustata di energia magica verso Kenan che lo ferisce. Per la prima volta, la melma parla con una voce distorta e terrificante, urlando: “NOOOOO! Lasciate stare la sfera, mi serve!” mentre apre la bocca che è solo un buco nella melma, con filamenti che collegano la mascella alla mandibola. Impossibile capire se a parlare sia la creatura a sembianze di rospo, la melma vivente o Adam posseduto.

La battaglia si intensifica quando Adam si concentra e la sfera si illumina con un bagliore accecante. Il portale sul fondo della stanza si spalanca improvvisamente, vomitando un’enorme quantità d’acqua come se fosse stato aperto un portale direttamente sul fondo dell’oceano. L’acqua comincia ad allagare rapidamente la stanza, arrivando alle caviglie in pochi secondi e continuando a salire inesorabilmente. Adam attacca con artigli acuminati, ferendo gravemente Heryck mentre Raiden riesce a schivare. Pathapios usa le sue ultime energie per incanalare energia curativa, ripristinando le forze dei compagni feriti mentre l’acqua continua a salire pericolosamente.

Il nostro chierico, usando la sua conoscenza arcana, capisce improvvisamente la natura della sfera: è un occhio di una creatura, esattamente come la perla che hanno trovato in precedenza, che si è fusa animandosi al diario di Adam. Egli urla ai compagni di separare la sfera dal corpo della melma. Heryck carica e colpisce la sfera con due potenti attacchi, allargando le crepe esistenti fino a renderla completamente instabile. Nell'esplosione di energia la sfera, ormai gravemente danneggiata, rimbalza a metri di distanza, e subito il party che sta cercando di muoversi nell’acqua ormai alta, cerca di colpirla e recuperarla.

Il primo a raggiungerla è Heryck ma la sfera, come ultima difesa, si ricompone come un enorme elementale d’acqua alto tre metri che si innalza sopra il gruppo. L’elementale ha la forma di un ciclope con la sfera stessa come occhio e attacca immediatamente con raggi d’energia, poiché priva di forma corporea, colpendo Kenan e Pathapios.

L’acqua è alta per la maggior parte del gruppo, figuriamoci per la piccola Tristana, la quale si rifugia su un tavolo di legno galleggiante per evitare di essere sommersa. Kenan spara due colpi all’occhio dell’elementale, creando crepe ancora più grandi nella sfera. Raiden, prova a scavalcare la massa di melma informe che sembra essere Black Adam per andare a recuperare la sfera, ma con un maledetto 1 sul d20, finisce per incastrarsi nella melma. la creatura quindi lo ingloba, e lo trascina con sé, stritolandolo nel tentativo di ucciderlo.

Raiden, tenta disperatamente di liberarsi, ma rimane parzialmente intrappolato con solo la testa e due dita fuori. Black Adam che si muove velocemente nell’acqua alta, tenta di inglobare anche Heryck, ma questi riesce a divincolarsi, subendo solo lievi graffi. Pathapios prepara un contrattacco magico e, quando l’elementale tenta di lanciare altri raggi, li dispella con successo usando una polvere azzurra che vola come farfalle e spegne i raggi magici.

Con l’acqua che continua a salire pericolosamente, Heryck colpisce ancora la sfera, allargando ulteriormente le crepe. Tristana, dal suo tavolo galleggiante, colpisce con una freccia, deve fare 6 danni, avendo +2 ai danni di default, gli servono 4 danni su due d6.

Neanche a dirlo, tirando i dadi, escono due uno sanguinosi.

Kenan, ha la polvere da sparo bagnata, perché l’acqua è ormai alle spalle. Heryck ha pesanti malus dovuti al combattimento acquatico, e per di più viene inglobato nella melma da Black Adam, Tristana non è davvero in serata e Raiden, non solo è incosciente intrappolato nella melma insieme al compagno barbaro, ma è stato anche danneggiato pesantemente fino a -14 punti ferita, con la morte distante solo 4 danni.

Lo scontro sembra finito, e sembra anche sancire una pesante sconfitta, ma tocca a Pathapios, ultimo del giro di iniziativa. Ha finito gliu slot, ha finito gli incanalare, non ha più risorse. Tranne una sola. La sua bacchetta di Palla di Fuoco.

Non essendo ancora sommerso completamente, impugna la bacchetta e lancia una potente palla di fuoco, l’ultima a sua disposizione, che attraversa tutta la stanza e colpisce perfettamente la sfera.

La sfera esplode in otto frammenti, l’elementale si dissolve immediatamente ai loro piedi, e la bacchetta di Pathapios si trasforma in un ramoscello morto di legno. Come un enorme vortice, tutta l’acqua viene riassorbita dal portale insieme alla melma che compone il corpo di Adam. Il corpo vero di Adam viene rigurgitato dal vortice, completamente catatonico ma ancora vivo, mentre la poca melma rimanente si rinsecchisce all’istante come argilla secca.

Dopo essersi ripresi dalla battaglia con le pozioni, il gruppo esplora il laboratorio di Theryon. Trovano strumenti alchemici perfetti che conferiscono un bonus alle prove di alchimia, e due pietre magiche fluttuanti: una blu incandescente che dona un bonus +2 alla saggezza e una rosso scuro che dona un bonus +2 alla destrezza.

Gli otto frammenti della sfera sono disposti perfettamente a ottagono attorno a una pozza di melma liquida blu-viola, caldi al tatto come se provenissero da un bagno di acqua bollente. Grattando via la melma secca, scoprono che il piedistallo della sfera è in realtà un pilastro di pietra pieno di ingranaggi, e che sul pavimento c’è un cerchio di teletrasporto con rune geografiche incise in un comune arcaico che sembra indicare coordinate geografiche.

Il gruppo legge il Tomo di Theryon, che riporta alla prima pagina, scarabocchiata in fretta e furia, una sorta di breve cronistoria che rivela la tragica fine di questo laboratorio.

Theryon racconta di essere un giovane mago che cerca di dominare gli elementi e le scuole di magia, quando proseguendo i suoi studi si imbatte in un artefatto proveniente dagli abissi del mare. Egli intuisce l’enorme potere, e prova a studiarlo nella stanza dove si trovano. Purtroppo Zeemo, il suo apprendista affascinato dall’artefatto, ha aperto un portale non si capisce su che tipo di piano, forse dei demoni, forse degli eoni che ha fatto entrare la terribile melma, che, com se fosse viva, si lega ai corpi umani e causa sogni e pensieri strani. Theryon provò a fermare l’apprendista, ma egli, succube e completamente inglobato nella melma, ebbro del potere che questa sostanza e l’artefatto gli donava, sembrò irrimediabilmente corrotto.

Così il mago fu costretto ad uccidere il suo apprendista, che però, per effetti sconosciuti, risorse come spettro. Per impedire la sua fuga, Theryon lo sigillò nella grotta vincolandolo con la luce solare in una stanza. Il diario descrive poi due accessi della caverna: uno verso l’esterno attraverso un vecchio canale vulcanico, nel quale il mago fece scorrere l’aria per impedire alla melma di uscire, e uno verso il mare sigillato magicamente, per impedire alla melma di trovare l’acqua e allo spettro di scappare. Theryon disse che per colpa di quell’artefatto, il suo laboratorio andò perduto, che lo sigillò memore dei suoi errori e che se potrà, cercherà di costruire un altro laboratorio sull’isola, sperando prima o poi di sistemare il suo danno. Nel “diario” avverte che, se la melma raggiunge l’acqua, bisogna abbandonare l’isola e chiedere aiuto a tutti i maghi disponibili.

Tra le varie cose Kenan scorre le pagine del libro, finché trova un enigma magico:

“Non ho forma, ma in qualche modo, ho peso;

cresco in basso e calo verso il cielo;

nel vuoto scompaio, ritorno invincibile nell’abisso.

Cosa sono?”

Dopo qualche minuto, Kenan risolve l’enigma con la risposta “la pressione”, sbloccando un martelletto magico che permette di castare l’incantesimo “Rendere Integro” riparando oggetti danneggiati una volta al giorno, donando un +2 ad una conoscenza a scelta di Kenan.

Continuando a sfogliare il libro, scoprono l’immagine di un amuleto con una pietra romboidale tra il rosso ed il viola incastonata, descritto da Theryon come “la mia prima vera creazione riuscita” e “il mio simbolo”.

Capiscono che questo amuleto assorbe magia e corrisponde al medaglione che porta al collo Lady Agasta.

Tristana capisce che funge da chiave per aprire la porta circolare precedentemente inaccessibile, e che è il vero artefatto che Tristana stava cercando.

Il party si divide: Kenan, Tristana e Raiden decidono di riposare nella grotta, con l’intento di spaccare le pietre e vedere dove conduce il passaggio subacqueo, mentre Heryck e Pathapios, trascinando lo svenuto Adam, escono dal “camino” per prendere aria fresca.

Raiden meditando entra in comunicazione con il suo bastone, che gli trasmette una sensazione di pericolo riguardo ai frammenti della sfera. Il bastone lo invita a distruggerli, e quando Raiden colpisce due frammenti, essi si trasformano in polvere di vetro compatta che entra spontaneamente in una beuta.

I membri del gruppo che salgono in superficie, arrivati in cima, sentono la voce della Lady della torre che si manifesta nelle loro menti, chiedendo se hanno trovato l’artefatto nascosto nella grotta.

Pathapios, vagamente dice che la missione sembra compiuta, ma devono ancora indagare.

Lady Agasta, li ringrazia ed afferma di poter finalmente cominciare a vedere il centro dell’isola ora che la magia che gli impediva di scrutare quella zona sembra star svanendo.

Entro poche ore, potrà effettivamente scorgere tutto, così offre il suo aiuto al party considerando tutti i suoi araldi, creando uno scivolo sulla montagna per facilitare il loro ritorno.

Pathapios, Heryck ed Adam tornano giù a riferire il messaggio discutendo animatamente sulla strategia da seguire.

Sono gravemente feriti e hanno esaurito completamente le loro risorse magiche, avendo rischiato di morire due volte durante la battaglia.

Tristana vuole continuare ad esplorare e completare la sua missione personale immediatamente, mentre altri insistono sulla necessità di riposare prima di affrontare altri pericoli.

C’è preoccupazione per il fatto di dover rendere conto alla Lady e devono capire bene cosa fare per terminare la missione, consapevole che la Lady tra qualche ora potrebbe controllare anche quelle gallerie.

Cosa faranno i nostri eroi?