La melma che brama sangue
L’energia positiva ferma la rigenerazione dei non morti e apre la strada al lascito di Theryon: un tomo potente, una chiave e due vie ancora sigillate, entrambe cariche di pericolo.
La sessione inizia col proseguo del combattimento. Il gruppo combatte e grazia all'energia positiva dell'incanalare di Pathapios, gli scheletri non sembrano rigenerarsi.
Mentre Raiden utilizza il suo bastone pimpato tutto elettrico, Tristana distribuisce frecce ai nemici, ed Heryck purtroppo sporcona per colpire il big bad, Adam viene ferito, solo che la melma al posto di danneggiarlo, sembra assorbirsi in perfetta sintonia col suo corpo.
Lì entrando in metà oscura, si rende conto di avere percezione completa del reticolato di melma. Nota anche il nodo nevralgico della rete: un blob informe tumorale situato tra gabbia toracica e cranio del gigante scheletrico armato di ancora. Adam prima prova a danneggiarlo utilizzando la connessione, e poi utilizza la sua amplificazione per colpirlo mentalmente.
Lo scontro si alterna tra colpi di spada e incantesimi di ghiaccio, ma tutto termina quando Pathapios, vista la situazione complessa, corre verso il gigante e lo cura utilizzando un incantesimo. Le cure sul non morto, ne fanno scoppiare il nucleo gelatinoso, e con lui che muore, tutta la melma attorno sembra disattivarsi, facendo cadere anche l'altro scheletro.
Mentre Adam rientra dalla metà oscura, esamina la stanza con individuazione del magico: tra i resti dell'ancora emerge un anello arrugginito, legato alla catena, che sembra essere più di un semplice anello metallico. A prima vista sembra inutile, ma presto comprendono che in realtà è un anello indossabile arrugginito, corrotto dalla melma circostante, ma avente capacità magiche. Chi lo indossa può respirare sott’acqua per otto ore al giorno, ma a un prezzo terribile: una perdita permanente di 1 punto Costituzione ad utilizzo, rimovibile solo con magie di altissimo livello come Ristorare Superiore o Desiderio. L’anello si attiva pronunciando la parola elfica “respira” e lascia segni di ruggine sulle dita del portatore.
Proseguendo l’esplorazione, il gruppo incontra una barriera magica dietro cui prosegue il corridoio della grotta, avvolta in una membrana traslucida nera, fatta di melma. Adam prova ad entrarvi in sintonia, ma capisce che lo può fare solo tramite metà oscura ed i tentativi di comunicazione falliscono.
Così Raiden decide di colpire la barriera con il suo bastone e colpo su colpo, la membrana esplode come un palloncino, liberando un passaggio che emana un odore salmastro e un calore anomalo. Il corridoio si allunga per una decina di metri e poi si biforca: a sinistra filtra una debole luce solare, a destra si apre l’oscurità più profonda.
Per esplorare in sicurezza, Raiden utilizza il suo scarabeo magico. Esso va prima dritto e raggiunge una porta di ferro e legno, quando poi si dirige nella stanza illuminata, verso la luce, non torna più inidetro. Notano che una melma magica si dirama in entrambe le direzioni, ma la fonte principale proviene dal corridoio davanti a loro. Avanzando, le pareti si fanno più lisce e regolari, i soffitti si alzano in archi scolpiti: segno che stanno entrando in un’area più scolpita e raffinata.
Alla fine del passaggio, il gruppo si trova davanti a un’imponente porta di pietra alta sei metri, cesellata con motivi floreali e dominata dalla figura di un mago che stringe un icosaedro di cristallo tra le mani. Dietro di lui sono scolpiti i cinque elementi, e sopra brillano i simboli delle nove scuole di magia. L'icosaedro di cristallo funge da serratura: dopo averlo girato ed individuato la faccia corretta, lo attivano spingendolo dentro la porta. La porta si illumina con i colori dell’arcobaleno, ma resta sigillata, mostrando un foro giusto per una chiave, in attesa che questa chiave venga inserita all'interno.
Decidono quindi di esplorare il corridoio verso la luce. Qui li attende una scena macabra: due cadaveri scheletritici giacciono a terra, circondati dai resti di un cerchio magico di sabbia e sale. Uno impugna una daga e uno specchio, l’altro — un chierico, riconoscibile dal simbolo sacro di Sarenrae — stringe il proprio emblema sacro come in preghiera. Attorno a loro si trovano incenso, polvere d’argento e un otre di ceramica infranta, testimonianze di un disperato tentativo di difesa contro forze oscure.
Superato il corridoio, il gruppo entra in una stanza illuminata da colonne di luce che filtrano da buchi nel soffitto, sebbene siano troppo in profondità perché possa trattarsi di vera luce solare. La magia stessa del luogo ne alimenta il bagliore. La stanza un tempo era un dormitorio, ora ridotto a rovine di legno marcio e piume sparse. In un angolo, un ammasso di pietre rosse ostruisce un passaggio verso il mare: la melma magica sembra arrestarsi di fronte a esse, incapace di oltrepassarle.
D’improvviso, un’ombra si solleva dal pavimento. È uno spettro con una maschera scheletrica e dita adunche: si presenta come Zeemo, ex apprendista di Theryon, ora corrotto dal potere degli abissi e confinato in quella stanza dal suo stesso maestro. Con voce sibilante, Zeemo racconta di come Theryon abbia scoperto qualcosa di terribile nelle profondità marine, e riportandola qui ha sistemato il suo "primo" laboratorio. Questo qualcosa, una sfera, è stata studiata da Theryon, ma quando egli ha deciso di non utilizzarla più, perchè troppo oscura e pericolosa, Zeemo, apprendista curioso e incosciente, si è prodigato a studiarla e utilizzarla continnuamente in segreto, cosa che lo ha corrotto e poi lo ha consumato. Lo spettro tenta di persuadere il gruppo a rimuovere le pietre rosse, promettendo accesso ai tesori nascosti del secondo laboratorio di Theryon.
Con i suoi poteri, Zeemo insinua visioni nella mente dei compagni: ad Adam mostra una sfera di cristallo con un occhio di rospo al centro, simile all'occhio dell'Abominio, ma diversa e a Tristana mostra una caverna che conduce a un’altra porta identica a quella vista prima da lei, solo che subacquea. Il gruppo resiste alle illusioni e rifiuta l’offerta. In risposta, continuano a parlamentare, con Zeemo, lo spettro, che mostra loro come può rianimare i corpi delle persone che sono morte in passato all'interno della stanza, esploratori probabilmente mandati da Lady Agasta negli anni addietro.
Il party chiede della porta, e Zeemo dice di trovare la chiave. Quando il party decide di cercare la chiave, abbandona la stanza con Zeemo che si ritira, inghiottito dal pavimento insieme ai suoi servitori.
Tornati alla stanza della bilancia, Heryck indaga ancora sulla nota inicsa che parla di “perdita dell’equilibrio” e scopre un meccanismo nascosto: dietro le parole si cela un meccanismo. Tristana prova a scassinare il cassetto, ma come difesa, un'esplosione di forza li investe, ferendo il party.
Mentre stanno sbattendo la testa, nel tentativo di comprendere il funzionamento della bilancia, Heryck ispeziona le pareti e trova un interruttore nascosto da una pietra. Azionandolo si apre un passaggio segreto. Il corridoio conduce verso nord, fino a un’area dominata da un grande pentacolo illuminato da cinque candelabri. Di fronte, una porta sigillata emana un’aura blu di potente magia.
Appena varcano il pentacolo, una voce risuona: “Cosa ho perso?”. Ricordando l’iscrizione, Adam che entra nel pentacolo, risponde “l’equilibrio”. La porta si apre, rivelando una piccola stanza di due metri per due con un leggio metallico al centro. Sopra di esso, un grande libro chiuso da un lucchetto: il Tomo di Theryon. Adam lo afferra, ma attiva una trappola velenosa. Gas tossico riempie la stanza; molti resistono, ma Adam subisce pesanti danni e una momentanea confusione mentale (perdita di saggezza 3 punti).
Osservando il lucchetto, notano che ha la stessa forma della serratura posta sulla porta principale: la chiave dev’essere la stessa. Tornano quindi alla bilancia e sperimentano con le combinazioni degli elementi magici. Scoprono reazioni diverse: fuoco e sabbia producono vetro, acqua e fulmine creano ghiaccio elettrificato, fuoco e fulmine generano plasma violaceo.
Dopo qualche tentativo finalmente risolvono l’enigma: fondono sabbia e fuoco per creare una boccetta di vetro, poi la riempiono con acqua e fulmine, ottenendo una tempesta di ghiaccio e fulmini in miniatura. Posizionando correttamente tutti e quattro gli elementi e appoggiandoli su un singolo braccio, la bilancia crolla in una direzione, rappresentando il “disequilibrio”, la bilancia ruota di centottanta gradi e rivela lo sblocco del meccanismo trovato prima dai ragazzi, scoprendo la chiave nascosta al suo interno.
Con quella chiave aprono il Tomo di Theryon. All’interno trovano un’enorme raccolta di incantesimi — dal primo al sesto livello — e il diario del mago, non indicato in date, ma suddiviso in argomenti. Che descrive i suoi primi studi sulle sfere magiche. Particolarmente inquietante è la sezione sulla Sfera degli Abissi, un oggetto di circa quarantacinque centimetri di diametro, di cui le note si interrompono bruscamente con riferimenti a “reazioni incontrollate” e “voci ed echi”. Il tomo contiene anche due indovinelli che promettono benefici permanenti a chi li risolve. Impugnare il pesantissimo tomo mentre si tira Conoscenze o Sapienza Magica, conferisce un +5 extra al tiro a chi lo impugna. Tuttavia, il suo peso considerevole (è un temo di una trentina di chili, fatto di pergamene, rilegato da spessissimo cuoio e metallo) lo rende estremamente difficile da trasportare, come se la conoscenza stessa gravasse su chi la custodisce.
Con la chiave in mano, la sessione si conclude con la decisione da prendere.
Porta magica o rocce rosse che bloccano il passaggio verso le grotte sotterranee dell'isola?