Nel pozzo di Theryon
Scelta la missione del pozzo, il gruppo scende nei sotterranei proibiti di Rocca Acquamarea. Trappole, gas e scheletri animati da una melma affamata di sangue trasformano l’esplorazione in battaglia.
Il gruppo si riunisce sulla nave dopo la colazione per discutere le tre missioni proposte da Lady Agasta. Tristana propone di iniziare salvando il prigioniero, mentre il gruppo dibatte sui vantaggi e i rischi di ogni opzione, preferendo la missione di recupero dell’artefatto al centro dell’isola.
Emergono tensioni riguardo alle decisioni unilaterali di Tristana, che esprime il desiderio di provare immediatamente a ritornare alla porta con Adam, e, qualora trovassero l'artefatto nelle profondità dell’isola, provare subito l’interazione con questo oggetto magico rispetto a sigillo incantato della misteriosa porta. Il gruppo spiega come loro vogliano essere dalla parte di Tristana, aiutarla ed assecondarla, ma con i giusti tempi, chiedendole di aspettare e fidarsi di loro. Con riluttanza Tristana sembra parzialmente convinta e dopo una votazione finale, decidono di dirigersi verso il pozzo al centro dell'isola, l’unico punto che Lady Agasta non riesce a vedere con la chiaroveggenza.
Prima della partenza, Tristana consulta Lu-Han sui suoi sogni ricorrenti fatti ogni anno nel suo compleanno, riguardanti una grotta sottomarina con una pietra azzurra. L’Oracolo spiega che potrebbe trattarsi di una visione del destino piuttosto che di un semplice sogno, consigliando di non forzare gli eventi ma di viverli naturalmente, che la trama del tempo si spiega a modo suo, in maniere estranee alle gesta dell’uomo.
Discutono anche dei poteri di chiaroveggenza di Lady Agasta (che siano sempre attivi in tempo reale, o che debba invece concentrarsi per scrutare i luoghi specifici) e dell’esistenza di amuleti che proteggono dalla divinazione, con il piombo come materiale schermante alle divinazioni.
Clew, lo sguattero del castello, si offre di guidare il gruppo al pozzo attraverso la parte rocciosa dell’isola. Raggiungono un buco circolare di tre metri che si addentra nella montagna per almeno cinquanta metri. Sul fondo, esplorando con lo scarabeo spia di Raiden, trovano ossa di sei o sette cadaveri e vecchie corde lasciate da esploratori precedenti. Scendono nel pozzo e iniziano a esplorare il tunnel sotterraneo, sentendo periodiche raffiche di vento salmastro con un forte odore di zolfo.
Nel corridoio sotterraneo, il gruppo viene investito da potenti raffiche di vento che li spingono indietro e successivamente li trascinano avanti. Kenan scopre un glifo meccanico sulla parete con il simbolo della rosa dei venti, e riesce a disattivare temporaneamente la trappola girando il meccanismo. Scoprono enormi soffietti nel soffitto che pompano aria come parte del sistema di difesa. Proseguendo attraverso il corridoio ora sicuro, arrivano a un bivio con due direzioni.
Entrano in una piccola stanza a sud contenente una bilancia magica tenuta in equilibrio da un perno e quattro sfere colorate su piedistalli. Un’iscrizione in elfico rivela un enigma: “Ho cercato tutta la vita l’equilibrio e l’ho trovato solo tra mare e nuvole.” Le sfere contengono elementi diversi: acqua blu, fuoco rosso, sabbia gialla e fulmine verde. Adam scrutando il magico percepisce magia di invocazione sulle sfere e di evocazione sulla bilancia. Cercando con attenzione trova e attiva un meccanismo ad avvitamento che accende le sfere e attiva la bilancia rivelando una seconda iscrizione: “L’equilibrio lo persi quando con le fonti di energia, cercai di sigillare l’abisso”. Levando il perno, la stanza si chiude con una saracinesca alle loro spalle, e le sfere sembrano attivarsi in sovraccarico. Risolvono l’enigma posizionando terra e fuoco sui piatti della bilancia. Le sfere si rompono, fuoco e sabbia riempiono i piatti e la bilancia si equilibra, riaprendo la porta alle spalle e riattivando la “corrente” del dungeon.
Nella camera successiva quella a Nord, una grande cavità circolare piena di casse e botti in decomposizione, scoprono un passaggio che però pare sigillato da una parete nera di una qualche sostanza melmosa simile alla pece che emana una forte aura di magia. Un cadavere putrefatto gigante si alza, rivestito di melma nera, prima raccoglie un’ancora gigante, e poi con un urlo cavernoso e profondo, rianima altri tre scheletri, i quali iniziano a rialzarsi anch’essi ricoperti dalla stessa sostanza magica melmosa. Adam indagando con attenzione scopre che la melma magica sta animando e controllando i non morti, non il contrario.
Il combattimento inizia con il gruppo che affronta i nemici animati. Kenan scopre che il fuoco può essere pericoloso a causa dei gas di metano e zolfo nella stanza. Raiden usa la spinta idraulica per distruggere uno scheletro, mentre Phatapios utilizza energia positiva contro il gigante, notando che si, ha inflitto forti danni, ma anche che la melma offre resistenza aggiuntiva a questa capacità. Il gigante attacca con l’ancora e utilizza la magia del ghiaccio, con coni di energia e dardi esplosivi, mentre la melma nera inizia a salire sui piedi di Phatapios, tentando di bloccarlo.
Raiden con il fulmine lo libera e si butta a capofitto nello scontro, mentre Adam utilizza il suo potere parapsichico per comandare mentalmente i non morti, costringendo uno scheletro ad attaccare un suo compagno.
Come ultima azione, uno scheletro si fionda in carica contro Kenan, ferendolo con arma (prima volta che un’arma ha ferito i membri del party). Come il sangue è schizzato fuori dalla ferita, la melma, come attratta da esso, si è lanciata per assorbire il sangue schizzato, cercando di penetrare nelle ferite del povero vicecapitano, causando danni da energia negativa.
La melma anima gli scheletri e brama sangue?
Da dove proviene?
Come si distrugge?
Prossimo appuntamento, a lunedì prossimo.