Teschi e CeppiDiario di bordo
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Sessione 10613/10/2026Atto VII — E' in arrivo una Tempesta...

Il Rifugio Mistico

Dopo una notte di segreti, Tristana scopre che Barnabas Harrigan punta al trono del Re Uragano e farebbe qualsiasi cosa per recuperare il Tessisogni. Intanto, la minaccia del Cheliax si stringe attorno all’arcipelago e la Scagliatempeste cerca risposte nel leggendario Rifugio Mistico. Tra reliquie dimenticate, armi senzienti e conoscenze proibite, ogni scoperta apre la porta a misteri ancora più oscuri. Sette menhir evanescenti custodiscono una profezia: riunire tempesta e mare, chiudere l’Occhio e far risorgere Thalassor. Ma quale rotta scegliere, quando nemici e alleati diventano sempre più difficili da distinguere? Un invito di Tessa Buonvento attende infine gli ufficiali della ciurma, tra rosso, viola e promesse di potere.

Dopo il grande giorno, stanchi e sfatti, il gruppo decide di riposare, non prima di essersi divisi il bottino e aver pensato a come spendere i soldi, decidendo l’indomani di destinare una parte dei risparmi all’ingresso del Rifugio Mistico, la grande biblioteca di Porto Periglio. Infine i nostri eroi si ritirano per la notte. Non tutti, però, trovano riposo. Verso le quattro del mattino, Tristana raggiunge gli scogli isolati della baia di Porto Mezzaluna. Ha poche energie, ma il cuore in tumulto. Il cielo comincia appena a schiarirsi e la notte si ritira lentamente. In lontananza, una scialuppa a remi punta verso il tratto più deserto della costa. Quando la sagoma si fa più nitida, Tristana riconosce la donna incontrata poche ore prima: Sammy Tapping, detta Piedi Nudi. La giovane lega la barca a uno scoglio; Tristana le compare alle spalle, silenziosa. Si salutano con la cautela di chi custodisce una promessa fatta al momento di separarsi. Nessuna delle due l’ha dimenticata. Sammy racconta che Barnabas Arrigan intende partecipare alla regata dell’Occhio di Abendego, disputata ogni anno dopo l’incoronazione dei nuovi capitani liberi. Ne è certa: solo così potrà reclamare il posto tra i Pezzi d’Otto che gli è stato tolto, a suo dire, ingiustamente. Tristana, a sua volta, le racconta l’ammutinamento contro Plug e parte delle loro peripezie che li hanno portati fino a qui. La ciurma, ormai esausta per gli abusi, ha ucciso Plug e Bane e salpando per il sud, aveva fatto propria la nave e rinominata Scagliatempeste. Hanno eletto un capitano per votazione, ed era stato scelto Raiden. Dapprima il vicecapitano era Kennan, ma quando si è allontanato dalla ciurma per cercare informazioni personali, lei, Tristana, era stata eletta vice. Sammy descrive allora l’ascesa di Barnabas: nei pressi delle isole di Dahak ha soggiogato piccole tribù, raddoppiato la ciurma fino a sessanta o settanta uomini e acquistato altre navi. Lei stessa è stata addestrata con disciplina e brutalità, costretta ad arrampicarsi sugli alberi e uccidere finché non è diventata primo ufficiale della prima flotta: quella che apre la strada e viaggia sulla nave più veloce. Il discorso si sposta sulle acque sempre più inquiete dell’arcipelago. Sammy ammette che il mare è ormai troppo vasto e pericoloso per chi non gode della protezione di qualcuno: i pezzi da otto dovrebbero collaborare e proteggere il mare; invece sono distratti dai loro interessi personali. Le navi del Cheliax compaiono ovunque, dall’isola delle Vedove al Fumatore, fino all’isola Motaku. Soltanto Porto Periglio sembra ancora “un’oasi felice”, ove le navi rosso-nere non si avvicnano, mentre il Re Uragano, non sentendo la minaccia, resta rinchiuso nel suo palazzo, immobile. Secondo Sammy, Barnabas che era stato accusato di aver stretto un accordo col Cheliax, non ha alcun interesse, ora, di stringere alleanze: sogna di succedere al Re, detronizzando Kendrak. Poi la sua voce si fa grave. L’artefatto del Tessisogni, sottratto dal gruppo è più importante di quanto sembri. Pepper, la maga della ciurma di Barnabas. lo nomina di continuo e, pur di recuperarlo, Barnabas sacrificherebbe senza esitazione metà della ciurma. «Nascondilo, distruggilo, ma fa’ in modo che non ci metta mai le mani», intima Sammy a Tristana. Quell’oggetto, aggiunge, conta più di qualsiasi fuga. Tristana le offre una via d’uscita: unirsi alla sua ciurma, e abbandonare la ciurma di Harrigan. Piedi Nudi dice che non può abbandonare la nave: la sua flotta seguirebbe comunque le tracce di chi fugge, a maggior ragione se lei andasse con loro. Finchè è la comandante, la ripartenza e la rotta sono decise da lei, ed è l’unico modo in cui lei potrà dare vantaggio alla ciurma di Tristana. Confessa però che la vita libera descritta da Tristana le piacerebbe molto di più. Nessuna delle due sceglie davvero. Decidono di restare ancora una notte in porto e di rivedersi lì la sera seguente. Poi, tra gli scogli bagnati, la tenerezza di una carezza e di un contatto, cede a una passione improvvisa e travolgente che è cresciuta nei mesi di lontananza. Dopo essersi amate al chiaro di luna, Sammy si riveste in fretta, saluta con un «magari ci vediamo domani» e riprende a remare verso il porto. Tristana, sfinita e sorridente, torna alla locanda. Al mattino, Adam riceve il suo uccellino utile ai messaggi, restituito da Grison. La sera prima avevano avvertito le autorità della presenza della flotta di Harrigan e chiesto del prigioniero Morgans. Grison risponde, ringraziando loro per la soffiata, dicendo che si sta già operando per indagare la ciurma di Barnabas, e per quanto riguarda il prigioniero Morgans, è possibile richiedere una visita al Gavone, la prigione di Porto Periglio, ma non è possibile in alcun modo chiedere il rilascio del prigioniero. Apprese queste informazioni, la ciurma riposata si dirige verso il Rifugio Mistico, l’unica biblioteca arcana pubblica di Porto Periglio. Pubblica, almeno di nome: ben pochi possono permettersi di varcarne la soglia, poiché l’ingresso annuale costa ben 5000 monete d’oro. L’edificio sorge non lontano dai moli. Al centro si innalza una torre di pietra scura, simile a un obelisco, dalla quale si diramano sei ali verso altrettante torri minori, disposte ai vertici di un esagono. Dall’alto, l’intero complesso ricorda una bizzarra bussola a sei punte. Intorno si estende un giardino immenso e impeccabile, protetto da una cancellata di ferro nero alta cinque metri. Placche di rame ossidato, rune incise e antiche polene disposte in cerchio rivestono le pareti, formando una difesa arcana. All’ingresso, due statue colossali di studiosi incappucciati stringono enormi tomi e vegliano sul passaggio. Quando Pathapios tenta di avanzare, una barriera di forza, lo respinge. Una delle statue solleva il capo; gli occhi, luminosi come fanali, si posano su di lui. Gli domanda se desidera entrare nel luogo del sapere e quale offerta intende presentare. Pathapios allora chiede ad Adam di deporre cinquemila monete d’oro in un sacchetto, che la seconda statua raccoglie con la sua mano di pietra. Il grande tomo si apre e sulle pagine vengono incisi i nomi della ciurma, detti da Pathapios: Heryck, Raiden, Adam, Tristana, Silver (vero nome di Kennan), Fulvius e Pathapios ottengono il diritto di entrare per un anno intero. Pathapios poi pensa di fare un regalo anche al loro alleato, dicendo il nome di Pierce Jerrel, aggiungendolo all’elenco dei legittimati ad accedere all’Rifugio Mistico. Il libro torna inerte e la barriera si dissolve. Il gruppo attraversa il giardino alchemico, dove accoliti armati di vanghe e annaffiatoi coltivano erbe e piante provenienti da tutte le isole. Raiden ne resta affascinato più di chiunque altro. Nella torre centrale li attende una vasta sala circondata da balconate; sul soffitto brilla una vetrata a forma di bussola, attraversata da un ago di metallo puntato a nord. Da qui si aprono le sei ali del Rifugio: L’ala Delle Maree, Delle Polveri e Infusi, Dei Piani, Delle Reliquie, Dei Linguaggi e Delle Teorie Proibite. Ad accoglierli è Iria, la custode delle pagine, una mezzelfa dall’aspetto giovane che cammina con una protesi alla gamba e si appoggia a un bastone. È lei a illustrare i servizi della biblioteca: consultazione di testi storici e arcani, identificazione di oggetti magici a partire da cento monete d’oro, traduzioni, copiatura di pergamene con una piccola maggiorazione e spostamenti planari minori. I bibliotecari possono anche occuparsi delle ricerche al posto loro, per cinquanta monete d’oro al giorno: più tempo si investe, più cresce la possibilità di scoprire qualcosa. La sala delle Teorie Proibite, avverte Iria, richiede invece un’autorizzazione personale concessa damma Maestra Cirene Vellaspira, la direttrice del Rifugio Mistico. Il gruppo discute quindi il da farsi: resterà in città ancora dei giorni, l’indomani attraverserà Porto Periglio per raggiungere l’altro versante e visitare la città, magari incontrare Morgans, il mentore di Kennan imprigionato al Gavone. Nel frattempo, i compagni si dividono per dedicarsi alle ricerche. Adam e Raiden salgono fino al decimo piano, servendosi di scale incantate che non affaticano chi le percorre. Li riceve la Maestra Cirene Vellaspira, una donna umana elegante e severa, dai capelli neri trattenuti da spille d’argento. I due chiedono udienza per un lasciapassare per l’ala Delle Teorie Proibite, così la dama chiede che cosa cerchino e per quale ragione. Adam vuole informazioni sul Tessisogni e su dei Menir che appaiano randomicamente nel mare su piccole isole; Raiden desidera capire l’origine dell’Occhio di Abendego e come un tornado tanto immenso sia apparso dal nulla, poi vuole informazioni su come si possa affrontare un drago, in maniera non convenzionale. Cirene spiega che gran parte di quel sapere si trova anche nelle altre ali e consiglia di cominciare da lì. Per Raiden, non ci sono problemi, convinta che quello che cerca lo troverà altrove nelle altre ali. Parlando con Adam, rivela poi che la biblioteca possiede una copia del Tessisogni, ma è completamente danneggiata e inutilizzabile. Riguardo agli atolli incisi di pietre che appaiono e scompaiono, il tono della Maestra cambia. Gli studiosi del Rifugio indagano da anni su quei menhir evanescenti, e se vuole ci sono molte teorie a riguardo. Cirene concede quindi ai due un accesso limitato alle Teorie Proibite: fogli timbrati, validi una sola volta, con l’avvertimento che ogni tomo consultato verrà registrato. Nel frattempo, nell’ala dei Piani, Pathapios entrando scorge un cerchio di teletrasporto inciso nel pavimento di legno, stretto da catene e circondato dai simboli sacri di quasi tutte le divinità. Con l’aiuto di un anziano bibliotecario dagli occhiali spessi, invia per cento monete d’oro un breve messaggio verso l’inferno, destinato a Basilius, araldo di Asmodeus. Nelle sale delle Maree, Tristana scopre che il Cheliax scende da nord, oltrepassando l’isola delle Vedove e quella del Diavolo per penetrare nel cuore dell’arcipelago. Barnabas sembra controllare invece la regione attorno ai denti e al corno di Dahak. Un’alternativa sicura a suo parere sarebbe tornare a sud passando per il Mare della Febbre, circondando l’arcipelago, ma la rotta è lunghissima. Nell’ala delle Polveri, Kennan approfondisce l’alchimia e comprende di poter fabbricare cartucce acide o esplosive; per potenziare magicamente le armi, in modo tale da dispellare la magia, però, gli servirà un potentissimo mago. Fulvius prima indaga nella biblioteca centrale chiedendo di una successione di un regno che preferisce tenere privato ala ciurma, scoprendo che alla morte del lord ne è succeduto il figlio maschio, poi porta la propria spada nera a Clavicus, il minuscolo gnomo che custodisce l’ala delle Reliquie. Indossati guanti di velluto e lenti magiche, Clavicus rivela che si tratta di una lama trasmutante, forgiata per l’esercito cheliaxiano e un tempo appartenuta al generale Gorre. L’arma muta forma a seconda di chi la impugna e racchiude una personalità propria, intrisa di energia negativa. Durante l’esame, la spada trema e un ronzio irritante risuona nella mente di Pulvius: «Fallo smettere». Continuando però il rituale sulla lama affiora allora il vero nome: Vaeltra. Clavicus avverte che più viene assecondata, più diventa potente; privarla ancora una volta del nome significherebbe tradire la sua stessa essenza. L’esame costa cento monete d’oro, Ful paga felice lasciandone dieci in più di mancia. Munito del lasciapassare, Adam entra nell’ala delle Teorie Proibite. Le guardie strappano il foglio e lo lasciano accedere a una sala compatta e affollata, sorvegliata da bibliotecari mascherati che celano la propria identità. Adam raggiunge lo scaffale dedicato ai Menhir Evanescenti e scopre che le loro apparizioni seguono precise correnti sottomarine, che restano emersi dai due ai sette giorni e che in tutto sono sette. Tra i fascicoli, trova una pagina strappata da un diario, cifrata da un incantesimo di riscrittura tracciato col sangue. Adam spezza la magia con un Dissolvi. Il testo muta, i fascicoli tremano e le guardie si voltano verso di lui. La pagina mutata racchiude il testo di un Menhir trovato nell’estremo ovest dell’arcipelago:

“Una volta ritrovate le sacre reliquie, se ne sarà degno potrà sedersi sull’antico trono del Mare, usurpato dal Principe dei pirati e con il suo desiderio, unirà tempesta e mare, chiuderà l'Occhio e ordinerà la risalita del regno inabissato. E Thalassor Sorgerà, di nuovo.”

Sotto lo sguardo dei sorveglianti, Adam nota in fondo alla sala una porta chiusa da un grosso lucchetto e custodita da due piccole statue. La voce dell’Abominio gli sussurra nella mente che là sotto si nasconde qualcosa. Poco dopo trova uno scaffale di fascicoli incatenati, intitolato Eoni delle Profondità, ma appena lo sfiora viene invitato a uscire. Adam così lascia l’ala. Dopo un’intera giornata di studio, la ciurma torna da Clavicus con le reliquie più preziose: La Clessidra del Viaggio, il bastone di Raiden e L’Occhio di Swingli. Lo gnomo riconosce subito la clessidra come una creazione dei primi popoli del mare; la ciurma decide di lasciargliela per tre giorni, così da comprendere il funzionamento dei simboli di giorni, mesi e anni e stabilire come incidere quelli mancanti. Esamina poi il bastone. La base è una chiave destinata a un ingranaggio colossale, mentre le incisioni sembrano mappare un meccanismo magico mastodontico; inoltre, l’oggetto si nutre delle tempeste, e più ne assorbe, più può diventare forte. Clavicus suggerisce di portarlo al Signore delle Burrasche, massimo esperto di materia druidica, così la ciurma decide di lasciare anche questo oggetto per tre giorni di studio, al fine di saperne comunque di più. Infine, Kennan mostra la bussola nella quale ha inserito il suo occhio umano. È una reliquia leggendaria, appartenuta al Capitano Wolfe capace di vedere oltre le illusioni, la cui pupilla indica la rotta verso ciò che il possessore desidera più ardentemente. In più può donare una visione perfetta per pochi secondi, 3 volte al giorno, guardando attraverso la nebbia, il fumo e donando una vista più che perfetta. Clavicus si offre di farlo valutare alla Maestra Vellaspira, per acquistarlo, ma Kenan rifiuta: per ottenerlo ha sacrificato un occhio, e quindi per lui vale letteralmente “un’occhio della testa”. Durante il giorno vengono anche richieste, a carico degli studiosi del Rifugio, delle ricerche personali: • Raiden chiede alla biblioteca la doppia ricerca proposta alla Maestra; quindi, come uccidere i draghi e come si è formato l’occhio di Abendego. • Tristana, vuole sapere di più sulle pietre elementali, sulla loro interazione e sugli studi di Theryon. • Kennan vuole che si indaghi sul Cantico Delle Maree. • Pathapios vuole sapere se vi sia un modo per scendere nelle profondità oceaniche, con la magia o senza. • Heryck cerca un dossier sul coltivare le piante in nave, in particolare le migliori da coltivare, con particolare accento sulla produzione della Skooma, e poi sul come migliorare le navi al meglio. • Adam chiede una cronistoria dettagliata del precedente attacco a Porto Periglio, quello che ha scosso le fondamenta della città. Terminata la giornata di studio, la sera, alla locanda, il gruppo mette in comune tutto ciò che ha scoperto. Tristana racconta l’incontro con Sammy e la proposta fatta da lei di unirsi alla Scagliatempeste. Si torna a discutere della rotta: attraversare la zona in cui il Cheliax potrebbe attenderli all’uscita, oppure aggirare l’intero percorso passando per il Mare della Febbre, magari reclutando nuovi membri lungo la via. Qualcuno ricorda il drago rosso che domina la costa settentrionale; altri dichiarano di non fidarsi di nuove navi e propongono prudenza, almeno fino all’incontro con Tessa. Il capitano chiede a Tristana se sarebbe pronta a colpire Sammy qualora diventasse una nemica. Lei risponde di sperare di averla al proprio fianco e assicura che difenderebbe la propria ciurma, ma non pronuncia mai quel sì che tutti attendono. Adam e Raiden insistono sulla necessità di raccontare alla ciurma tutta la verità. Infine, il ritorno a Rocca Acquamarea viene stimato in circa due settimane di viaggio. A tarda sera irrompe un giovane messaggero, sudato, con il berretto storto e un accenno di barba. Li cerca da tutto il giorno. Tra le mani stringe una lettera sigillata con ceralacca rossa e viola, sulla quale spicca un cappello segnato dalle onde. La lettera è un invito diretto:

“Buongiorno Capitani Liberi della Scagliatempeste. Con la Presente, Tessa Buonvento, signora di Quent, dell’isola di Motaku, Pezzo d’Otto del Concilio e Cantrice del Mare, vi invita per una cena nella sua villa di Porto Periglio, l’indomani all’ora del tramonto. Solo la ciurma degli ufficiali. Dresscode: Rosso e Viola.”

Con questa missiva, ci si prepara al futuro, con idee contrastanti. Affiliarsi ad un pezzo da Otto? Essere indipendenti? Costruire la propria ciurma? Il futuro resta un mistero, ma un nuovo capitolo è appena cominciato!