La Baraonda Del Re - Parte II
Tra medaglioni contesi, alleanze rifiutate e colpi di scena, l’arena precipita nel caos. Gli Scagliatempeste affrontano Serpi di Smeraldo e Uomini Pesce in una battaglia senza tregua. Ma creature marine, reliquie perdute e poteri oscuri trasformano ogni vittoria in un nuovo pericolo. Alla soglia della baia, Padre Noxul propone un patto di sangue capace di cambiare il destino della gara. Il gruppo sceglie di combattere, mentre le ciurme cadono una dopo l’altra. Restano quattro equipaggi, tre posti e pochissimo tempo: chi riuscirà a varcare il traguardo?
Quando le porte dell’arena si spalancano, il gruppo irrompe nel cuore di un caos assoluto. All’esterno, quattro soldati degli Uomini Pesce e quattro Serpi di Smeraldo si affrontano in uno scontro feroce, ma la comparsa dei nuovi arrivati spezza subito l’equilibrio: ogni sguardo si volge verso di loro. Prima che qualcuno possa reagire, Tristana scocca due frecce precise contro la serpe che sta immobilizzando Kenan; nello stesso istante, Adam le impone magicamente di stendersi a terra, neutralizzandola, permettendo a Kenan di liberarsi. Raiden, allora, evoca uno sciame di scimmie folli e stridenti, che si abbatte urlando sulla Capitana delle Serpi di Smeraldo e la assale da ogni lato, mentre lei lotta disperatamente per difendersi. Nel vortice della battaglia, il Capitano Azrakar degli Uomini Pesce coglie l’occasione. Sfruttando la distrazione seminata dalle scimmie, tende la mano, afferra il medaglione della Regina delle Serpi e lo strappa verso di sé. Fulvius non esita neppure per un istante: si slancia in avanti correndo, posa la mano su quella del capitano e, con un movimento fulmineo, sottrae il medaglione a entrambi. I tre rivali restano lì, a contendersi il medaglione, inchiodati l’uno allo sguardo dell’altro dall’incredulità. Intanto Tristana punta una freccia a pochi centimetri dal volto della serpe ancora a terra e, con uno sguardo di ghiaccio, le intima di non muoversi. Le serpi accorrono per aiutare la propria capitana uccidendo le scimmie, ma facendo così vengono neutralizzate dagli uomini pesci con cui stavano combattendo, che le trascinano in acqua. L’unico uomo pesce che rimane in disparte è quello che possiede il medaglione, che si difende dietro al suo capitano. Cogliendo l’occasione Raiden scatena contro al possessore del medaglione della ciurma degli uomini pesce una poderosa ondata d’acqua, deciso a spingerlo oltre il bordo della piattaforma in una zona di acqua. Ma ciò che accade subito dopo supera ogni previsione: investito dal getto, il capitano attiva una capacità difensiva e si gonfia a dismisura, trasformandosi in un colossale pesce palla. Il suo corpo si espande fino a travolgere quasi tutti i presenti e a scaraventarli al suolo. Solo Ful rimane in piedi, sfruttando la sua agilità, rendendosi conto che nella caduta, il laccio già mezzo divelto della corda del medaglione delle serpi, si è spezzato del tutto, lasciando Ful in controllo del medaglione. A quel punto tra lo sguardo disperato della Capitana delle Serpi, Ful lo scaraventa nella vicina pozza d’acqua, eliminando le Serpi, che svaniscono all’istante dal campo di battaglia, con tanto di annuncio nel cielo e colpo di cannone. “Una ciurma è stata eliminata.” Queste le parole che rimbombano in tutta la baia del porto, annunciate dalla voce magicamente amplificata di Grison. Heryck (che sarebbe Heryck, ma onestamente non ho più voglia di scriverlo) prende la rincorsa, afferra il medaglione del pesce palla e con tutta la potenza del Pugno, abbatte un colpo sull’uomo pesce trasformato, lo fa rotolare per quindici metri strappandogli il medaglione in un unico gesto devastante. Il capitano degli uomini pesce si lancia contro Heryck cercando di riprendersi il medaglione, ma il potere del Pugno d’Osso, lo rende quasi invalicabile in lotta. Il capitano uomo pesce implora Heryck di non gettare il medaglione, dicendo che se gli ridà il medaglione loro li aiuteranno, si lanceranno su un’altra reliquia, saranno alleati nella sfida per la lettera. Adam inizia a trattare questa resa, ma Heryck non ha tempo da perdere: nonostante gli uomini pesce cerchino di trattenerlo, lui ficca il medaglione in mare, sancendo l’eliminazione degli uomini pesce. Dalla nave Tiranno rimbomba un altro colpo di cannone, e si sente l’annuncio solenne della eliminazione di un’altra ciurma. Poco dopo scoppiano dei fuochi di artificio dorati nel cielo, e la stessa voce annuncia che la Corona Del Re, è stata presa, non si sa da che ciurma, se Cuori D’Ottone, Jerrel, Noxul o Marea Rossa. Senza fermarsi, il gruppo fugge attraverso le piattaforme instabili dell’arena a rombo. Le catene che sorreggono le strutture cominciano a sganciarsi una dopo l’altra, il campo di battaglia si allarga e ogni passo diventa una sfida contro il vuoto. È allora che Fulvius avverte qualcosa di immenso scorrere sotto la scialuppa su cui è atterrato. Dalle acque emerge un serpente marino dalla pelle violacea, lungo trenta metri, con gli occhi iniettati di una luce rossa e feroce: la stessa aura che emana il Pugno indossato da Heryck. Ful tenta di estrarre la sua spada anti-creature marine, ma una melma violacea e senziente gli risale lungo il fianco dalla cinta fino alla mano e gliela blocca, sussurrando con voce limpida e terribile: «Non mi tradirai più». È la spada nera del Cheliax che lo obbliga a scegliere lei come arma. Ful annuisce sapendo di non potersi sottrarre a quest’arma. Il serpente si avventa su Heryck con le fauci spalancate e lo morde con violenza. Il nostro barbaro resiste grazie alla protezione del Pugno e, insieme ai compagni, risponde con una furia tale da infliggere alla creatura ferite devastanti, costringendola infine a ritirarsi negli abissi quasi subito. Il gruppo riprende l’avanzata verso la baia, ma all’orizzonte compare una nuova minaccia: un trabiccolo meccanico dei Cuori d’Ottone sfreccia a velocità folle, frantumando scialuppe e catene lungo il proprio cammino. Più in alto, Jarrell solca il cielo avvolto nel suo mantello blu incantato, che devia ogni proiettile sparato dalla vice capitana nemica e si accende a ogni impatto. Tutte le ciurme stanno convergendo nella baia, e tutte le reliquie sono state prese. Due ciurme sono state eliminate. Rimangono cinque ciurme per tre posti. Alle soglie della baia, però, si leva un ostacolo ancora più oscuro. Padre Noxul e i suoi sei chierici attendono su una piattaforma, raccolti in un silenzio sacrale, immobili come statue erette prima del tempo, a pochi metri dalla soffice e gialla sabbia della baia, l’arrivo della prova. Quando il gruppo si avvicina, Noxul si incide il palmo: la sua pelle diventa nera come la notte e due immense ali d’ombra si dispiegano dalle sue spalle. Intorno a lui, i seguaci continuano a pregare in una lingua antica, riversando la propria energia nel sacerdote. Noxul offre a Pathapios un patto di sangue, un’alleanza per affrontare la tempesta imminente, e promette salvezza in cambio di fedeltà. Se loro accettano, saranno alleati per combattere le minacce future, e loro si faranno da parte, permettendo agli Scagliatempeste di vincere la loro lettera. Pathapios lo fissa negli occhi e rifiuta non potendo parlare per tutta la sua ciurma. Padre Noxul invita il capitano a pensarci bene ma Raiden agisce senza esitazione: non può schierarsi al fianco di chi porta la stessa oscurità delle creature che li hanno già assaliti in mare. Padre Noxul dice che sa come stanno andando le cose: Vargan della Marea Rossa ha recuperato la Corona, che ha il potere di piegare il volere delle persone. Se arriverà potrà far eliminare gli Scagliatempeste, semplicemente ordinando a Kenan di gettarsi in mare. Il party non ci sta, ed è disposto a rischiare, pur che fare un giuramento di sangue con lui. Il rifiuto accende lo scontro. Kenan accarezza il suo tatuaggio magico ed evoca un geyser che esplode sotto i chierici in preghiera e li scaglia in aria, mentre il party tenta di incatenare i movimenti di Noxul con la propria magia. Il sacerdote reagisce piegando la gravità attorno a Heryck: il guerriero viene sollevato e trascinato verso l’alto, ma si aggrappa con tutte le sue forze a una chiglia di legno e, palmo dopo palmo, riesce a trascinarsi fuori dalla zona d’effetto. Noxul evoca quindi una copia d’ombra intangibile e la manda a sottrarre il medaglione al gruppo, ma Adam la dissolve con un incantesimo dirompente. Heryck si rialza pronto a scappare, ma con un effetto di controllo, viene paralizzato dal sacerdote. Nello stesso momento, Kenan vibra un colpo preciso con il suo revolver e recide il legaccio del medaglione di Noxul, lasciandolo sospeso a un solo filo. Allora Raiden fa quello che sa fare meglio: evoca le scimmie urlatrici pazze. Le scimmie evocate da Raiden si abbattono su Noxul e, nella mischia, riescono a strappargli il medaglione dalle dita. Ma il sacerdote non è ancora vinto. Con un gesto di pura telecinesi, torce e distrugge la piattaforma sotto i piedi di Heryck, che precipita nelle acque sottostanti. Nell’impatto, il Pugno si sgancia dalla mano del guerriero e scompare tra i flutti. Quando vede il proprio disegno compiersi, Padre Noxul solleva lentamente la mano in segno di resa e, con voce calma, proclama l’eliminazione della sua stessa ciurma. Colpo di cannone, e annuncio, rimangono solo quattro ciurme, mentre anche la bandiera rossa del Pugno D’Osso svanisce nell’aria, annunciando l’eliminazione della reliquia. Tre ciurme sono eliminate e il Pugno giace perduto nelle profondità. Il gruppo alza lo sguardo verso l’orizzonte: Jarrell vola verso il traguardo, braccato dai Cuori d’Ottone senza reliquia, mentre in lontananza la Marea Rossa avanza con la corona, avvolta da una luce accecante. Restano quattro ciurme in corsa per soli tre posti e gli ultimi istanti scivolano via. La baia è ormai a portata di mano, ma la battaglia non ha ancora pronunciato il suo verdetto.