La Baraonda Del Re - Parte I
Sette ciurme. Un labirinto sospeso sul mare. Tre reliquie capaci di cambiare il destino delle ciurme. Tra mostri, magie, trappole e rivali senza pietà, gli Scagliatempeste combattono per conquistare il leggendario Pugno d’Osso. Riescono a recuperarlo ma quando Kenan, portatore del Medaglione, subisce un agguato e la ciurma rischia di essere eliminata, la vittoria si trasforma in una corsa contro il tempo. La Baraonda del Re è appena cominciata.
La mattina si apre su uno spettacolo senza precedenti nel Golfo Mezzaluna. La baia di Portoperiglio è completamente trasformata: scialuppe rovesciate, catene d'ancora e relitti di navi sono disposti con cura maniacale a formare un labirinto galleggiante a forma di rombo, esteso per centinaia di metri. Dal caos emergono quattro punti di riferimento: un imponente relitto spezzato, con l'albero maestro proteso verso il cielo; la piccola torre di Lucria, che custodisce la corona del Re Uragano; un atollo di sabbia dorata, apparso dal nulla come per magia; e il punto di partenza del gruppo. Mentre i partecipanti fanno colazione alla locanda, la tensione è palpabile: tutti sanno che di lì a poco affronteranno la prova più ardua della loro vita. Grison e Tsadok, vicecapitani del Re Uragano, presiedono la cerimonia di selezione sul molo della torre del capo del porto. Uno dopo l'altro, i sette membri di ogni ciurma vengono registrati ufficialmente. Poi arriva il momento più solenne: Kenan riceve il medaglione ufficiale, una pesante moneta di piombo incisa con teschi alati, grande quanto un palmo e pesante come una pietra. Grison espone le regole con voce ferma: il portatore del medaglione può toccare la sabbia dell'atollo concludendo la prova per la sua ciurma. La reliquia potrà essere conteggiata solo dopo che la reliquia verrà depositata nella sabbia, appoggiandola, se il medaglione arrivasse alla baia prima della reliquia, la reliquia non conterà e sarà ancora giocabile, cadendo nel punto in cui si trova. Il medaglione di ogni ciurma non deve mai toccare l’acqua. Se il medaglione tocca l'acqua, l'intera squadra viene squalificata all'istante. Le mongolfiere si alzano in volo e trasportano le sette ciurme sopra il campo di battaglia. Dall'alto, la struttura appare ancora più impressionante: passerelle oscillanti, canali d'acqua che tagliano il rombo in ogni direzione, filari di catene d'ancora e scialuppe separate da metri di mare aperto. Al centro si erge una piattaforma cilindrica e stabile, sulla quale le mongolfiere atterrano una dopo l'altra, seguendo l'ordine di classifica. Quando la nave Tiranno di Endymion spara coi cannoni e i fuochi d'artificio colorano il cielo, la Baraonda del Re ha ufficialmente inizio. La Marea Rossa parte per prima. Il capitano Vargan (con il medaglione appeso) si ferma brevemente al centro per studiare la situazione, poi vira deciso verso la Corona. Il gruppo non perde tempo: Pathapios vola, insieme a Kenan ed Adam, con Raiden che cammina nell’aria, gli altri sfruttano le passerelle oscillanti sopra l'acqua e avanzano rapidamente verso l'arena contenente il Pugno. Jarrell si alza in volo in direzione del grande relitto, bersagliato dalle frecce e dai dardi nemici, mentre gli Uomini Pesce si inabissano nei canali per muoversi furtivamente (eccezion fatta per il portatore del medaglione). I cuori di Ottone partono diretti verso la Corona in quasi contemporanea col la marea rossa. Guardandosi alle spalle, Tristana nota che le Serpi li tallonano lungo lo stesso percorso, ma il vantaggio accumulato resta considerevole. Quando un muro di fuoco magico sbarra all'improvviso la strada, Pathapios lo dissolve con un gesto deciso, aprendo al centro un varco che si allarga rapidamente. La traversata, però, non è priva di imprevisti. Ful rimane incastrato in una passerella che cede sotto i suoi piedi e perde terreno prezioso rispetto ai compagni. Mentre cerca di liberarsi usando la spada come leva, tre membri della ciurma delle Serpi lo bersagliano con le cerbottane, ma i dardi mancano il bersaglio. Con fatica, Ful riesce a svincolarsi e riprende la corsa. Sotto di loro, intanto, ombre scure scivolano nell'acqua e un Uomo Pesce emerge per scappare da uno squalo che ha tentato di afferrarlo. Il messaggio è chiaro: l'acqua non è un'opzione sicura per nessuno. L'arena si rivela un anfiteatro galleggiante, costruito con chiglie e ponti di navi smontate, mentre gli spalti sono già gremiti di spettatori di Portoperiglio. Al centro si innalza un pilastro di legno alto nove metri. Sulla sommità è incatenato un forziere, assicurato da tre diversi tipi di vincoli: catene di ferro arrugginito ancorate alla base; catene di ossidiana, avvolte intorno al forziere e chiuse da un enorme lucchetto; e catene di corallo rosso vivente, incorciate a X che sembrano scendere fino al fondale marino. Ad attenderli in cima al pilastro c'è Tsadok, l’imponente mezzorco con tirapugni d'acciaio e il simbolo del Re Uragano tatuato sulla pelle. Dalle porte laterali entrano quattro ogre armati di randelli di legno, pronti a tramortire chiunque si avvicini troppo al forziere. La battaglia che segue è un caos glorioso. Adam e Pathapios usano la loro magia di influenza mentale per confondere gli ogre, costringendoli a combattersi tra loro o a scalare inutilmente il pilastro. Raiden evoca una barriera di vegetazione magica per rallentare le Serpi all'esterno, mentre Heryck scala la struttura con agilità. Gli ogre rispondono lanciando giavellotti speciali, che esplodono in una resina appiccicosa e immobilizzano temporaneamente Pathapios, con Ful che riesce a schivare. È Raiden a cambiare le sorti dello scontro: dissolve l'incanto delle catene di corallo vivente, che si animano come serpenti marini prima di sganciarsi, rendendo il pilastro instabile e oscillante. Heryck tenta di saltare sulla piattaforma, ma fallisce l'acrobazia e resta aggrappato alla struttura rotante; Tsadok, appeso al forziere, gira insieme a lui in un grottesco balletto davanti agli spalti increduli. Kenan spara con precisione al ginocchio di Tsadok, facendolo cadere e costringendolo ad aggrapparsi disperatamente alle catene del forziere. Ful, con un colpo di genio, assume le sembianze di Tsadok e ordina agli ogre di difendere e abbattere il pilastro invece di attaccare il gruppo, ribaltando completamente la situazione. Ferito e umiliato, Tsadok entra in una furia cieca: i tatuaggi si illuminano di una luce sinistra mentre urla minacce di morte. Proprio in quel momento, nascosta nell'ombra sotto il naso del mezzorco infuriato, Tristana che è salita stando sulle spalle di Heryck, scassina furtivamente il lucchetto di ossidiana. Le catene cedono una dopo l'altra: Heryck spezza quelle di ferro arrugginito con colpi possenti e con le sue mani nude e il forziere è finalmente libero. Pathapios usa il fuoco per bruciare la resina che lo intrappola, Adam con i suoi orrori onirici cerca con successo di mettere fuori due ogre, che nel frattempo, insieme agli altri due, distribuisce pesanti randellate ai membri del party, ferendo gravemente Kenan e Tristana. Tristana afferra il Pugno d'Osso, un guanto d'arme magico dalla potenza devastante, e nel cielo esplode un segnale luminoso che annuncia a tutta la baia la conquista della reliquia. Heryck indossa il guanto: i suoi piedi affondano di trenta centimetri nel legno dell'arena e un'aura rossa lo avvolge completamente. Poi afferra Tristana e scende dal pilastro con balzi giganteschi. Durante la battaglia, tre Uomini Pesce emergono dall'acqua, per rubare la reliquia, ma arrivando in ritardo si ritirano quando uno di loro suona una conchiglia di segnalazione. Sopra l’arena, intanto, le serpi hanno scalato la struttura, poiché impossibilitati ad entrare dalla chiusura del ponte levatoio, ma Raiden erige una barriera di vento per deviare le loro frecce scagliate dagli spalti. Una di loro notando che Kenan si è allontanando molto dal pilastro, e porta alla vita la moneta di piombo, si lancia in un attacco acrobatico, atterra sopra Kenan e gli pianta la wakizashi nel collo, riducendolo a un filo di vita, entrando in lotta con lui, pronta a togliergli il medaglione. La porta dell'arena si apre infine sul caos esterno, dove le altre Serpi e gli altri Uomini Pesce si affrontano in una battaglia violentissima. Il gruppo si ritrova così sull'orlo di una nuova, pericolosissima sfida.