Teschi e CeppiDiario di bordo
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Sessione 10101/09/2026Atto VI — Le prove del Re Uragano

A Pranzo con Tessa Buonvento

Porto Periglio brucia ancora quando le ciurme scoprono che l’ultima prova non sarà una semplice gara, ma una caccia spietata tra reliquie, tradimenti e sopravvivenza. Tessa Buonvento legge la ciurma di Raiden come una mappa nautica, svelando segreti sepolti, alleanze del Concilio e il ritorno possibile di Barnabas Harrigan. Tra il Pugno d’Oso, il Manto Blu Argento e la Corona del Re, ogni scelta può valere una lettera di corsa… o la fine della regata. All’alba, la Baraonda Reale attende: e nessuno sembra davvero pronto a ciò che sta per accadere.

La mattina dopo l'attacco a Porto Periglio, la città porta ancora addosso le ferite della battaglia: sangue sulle strade, corpi ammassati sul molo e un lutto denso che soffoca ogni vicolo. Grison congeda le ciurme con parole solenni, ricordando che un assalto simile non si vedeva dai tempi del primo Re Uragano. La prova è conclusa, e le chiavi vengono infine mostrate: quella blu è nelle mani degli Uomini Pesce Liberi; la ciurma di Raiden custodisce quella di Tessa Buonvento; la Marea Rossa possiede quella d'osso; i Cuori d'Ottone quella rossa di Lady Sanguemisto e Pierce Jarrell ha ottenuto quella di Lord Endymion. Sul molo, la ciurma assiste ai riti funebri per i caduti. Le guardie del Re Uragano incoccano frecce incendiarie e le scagliano in lunghe parabole verso le zattere cariche di corpi. Le fiamme attecchiscono mentre le imbarcazioni scivolano al largo: alcune bruciano lentamente nella distanza, altre si inabissano ancora avvolte dal fuoco, altre si spengono e continuano a galleggiare nell'oscurità del mare. È un addio solenne e brutale, degno di Porto Periglio, con Pathapios che pronuncia qualche benedizione al mare per i caduti. Alla locanda, le convocazioni si susseguono una dopo l'altra. Tsadok, emissario del Re Uragano, afferra il braccio del capitano della Marea Rossa e lo conduce verso il molo. Poco dopo, un altro emissario consegna a Pierce Jarrell una lettera nera macchiata di fuliggine: Lord Endymion desidera congratularsi di persona con chi ha conquistato la sua chiave. Jarrell accetta con il consueto orgoglio teatrale, proclama di non vedere l'ora di discutere con il leggendario pirata e parte insieme al suo vicecapitano e al quartiermastro. Poi tocca ai Cuori d'Ottone, convocati da un pappagallo meccanico fatto interamente di ingranaggi, che cala dall'alto e si posa sulla spalla del loro capitano come un messaggero soprannaturale. Le Serpi di Smeraldo scivolano via furtive dopo un breve briefing in lingua orientale; da ultimo, anche Padre Noxul e i suoi seguaci si allontanano dopo aver ricevuto un messaggio sussurrato dall'oracolo. Quando la locanda resta quasi deserta, Nefti Acaba chiude le porte della locanda con una pesante chiave. Dalla scala del piano superiore compare prima uno stivale nero a mezza gamba, poi una gonnellina rossa, quindi una camicetta bianca appena sbottonata e infine una chioma riccia, rossa e selvaggia, liberata dal cappello che la donna si sfila con gesto disinvolto. È Tessa Buonvento, per molti la più audace e indomabile piratessa dei sette mari, con lentiggini rosse e occhi verde smeraldo che brillano nella luce della locanda. Si siede al tavolo della ciurma senza cerimonie, rifiuta ogni riverenza e ordina un grande antipasto di crudo di mare: cannolicchi, gamberi e ostriche. Mentre mangiano, Tessa dimostra di sapere quasi tutto sulla ciurma. Conosce le origini orchesche di Heryck e la famiglia di carpentieri da cui proviene, l’identità vera di Kenan, il cognome di Adam e il passato di Raiden: un tempo membro della sua stessa ciurma, salvato dal Cheliax, ubriaco, si era perso ed era finito sulla nave sbagliata invece di tornare sulla propria a Porto Periglio. Parla così di Adam, dicendo che a Bloodcove tutti pensano che sia morto e che qualcuno, qualche pirata novello. stia usando il suo nome per sfruttare i famigerati Hudani, sapendo che nessuno verrà a reclamarlo. Poi parla di Silver, vera identità di Kenan, il rampollo di una delle famiglie più ricche della costa, che ha scelto la vita da pirata nonostante le ricchezze, guadagnandosi una taglia altissima sulla sua testa, richiesta proprio da un pezzo da Otto, Belfast Crow. La conversazione si fa presto più filosofica, quando Tessa chiede alla ciurma quale sia il loro sogno, il loro obiettivo. Pathapios parla del desiderio di creare un mare più giusto, ma Tessa lo incalza con una risposta tagliente: ciò che per qualcuno è giustizia, per qualcun altro può essere ingiustizia. Allora Pathapios, contro il parere del gruppo, le rivela la minaccia di Atlas e il piano degli uomini pesce per riconquistare i territori di superficie, una notizia che la piratessa ascolta con attenzione. Subito dopo, Tessa mette in dubbio la capacità del gruppo di integrarsi in una flotta: teme che i loro obiettivi personali possano prevalere sugli ordini di un Pezzo da Otto. Raiden e gli altri difendono la propria natura imprevedibile e versatile, paragonandosi a pezzi strategici su una scacchiera. Tessa, alla fine, conclude che sono completamente suonati; ma non tutti i suonati, aggiunge, funzionano male. Tessa apre quindi uno spiraglio sulle correnti politiche del Concilio dei Pirati. Racconta della sua alleanza con Lady Cerise Sanguemisto e Lord Endymion: tre voci unite nel tentativo di fare da contrappeso alle fazioni più caotiche. Parla poi di Sorrinash, detto il Dio delle Bestie, e di Crow un pirata immortale con oltre sessant'anni di servizio nel Concilio e la pelle ancora liscia come quella di un trentenne. In questo momento, spiega, Sorrinash è impegnato a sedare una rivolta di mutaforma Mwangi nell'estremo ovest. Tessa rivela anche che Crow aveva tentato più volte di diventare Re Uragano, finché Khendrak lo aveva sconfitto, torturato e impiccato per settimane prima di intimargli di non ripresentarsi senza i dovuti onori. Da allora, Crow si tiene ben lontano da Porto Periglio. Tessa accenna anche a Barnabas Harrigan, ex membro del Concilio espulso con l'accusa di essersi venduto al Cheliax: un'accusa mai confermata né smentita. Harrigan resta uno dei più grandi pirati degli ultimi vent'anni, ma senza il favore del Re Uragano ogni strada gli è preclusa. La prossima grande regata, tuttavia, può cambiare tutto. Il Codice dei Pirati è chiaro: chi vince può chiedere un desiderio al Concilio e al Re, e nessuno dubita che Harrigan si presenterà per riconquistare il proprio posto. Tessa conclude il pranzo con una torta di mele, augura buona fortuna alla ciurma per la prova finale e se ne va mantenendo le sue riserve politiche. Nell'aria resta la promessa di una conversazione più aperta, se la ciurma riuscirà a ottenere la lettera di corsa. Quella sera, Grison appare dal piano superiore della locanda accompagnato da una fanfara e annuncia la classifica. La Marea Rossa guida con undici punti; a nove seguono quattro ciurme — i Cuori d'Ottone, gli Scagliatempeste, gli Uomini Pesce Liberi e i pirati di Pierce Jarrell — mentre le Serpi di Smeraldo e i Devoti della Notte chiudono a otto. Solo tre punti separano il primo dall'ultimo. Poi, con un gesto della mano, Grison proietta sopra le ciurme riunite una mappa luminosa della baia: un enorme campo di gara a forma di rombo, fatto di reti, catene, funi e piattaforme galleggianti. È la Baraonda Reale. Le regole sono semplici e spietate. Ogni ciurma riceve un medaglione di metallo — il sigillo dei capitani — da legare alla vita di un membro designato. Se il medaglione viene sottratto o cade in mare, la ciurma è eliminata all'istante. Ai vertici del rombo si trovano le tre vestigia del Re Uragano: il Pugno d'Osso nell'arena, il Manto Blu Argento sul pennone più alto di un relitto semisommerso e la Corona del Re nella torre vicino a Lucria, la più lontana e difficile da conquistare. Portare le vestigia alla baia garantisce punti aggiuntivi, mentre potenti incantesimi di interdizione bloccano i teletrasporti e impediscono scorciatoie magiche. Portare il Pugno, regala due punti, il Manto tre e la Corona quattro. Se la vestigia, raggiungerà la Baia, arrivo della prova, al vertice più a Est del rombo, prima o insieme al portatore del Sigillo, la squadra completerà la prova prendendo un punto per il medaglione “salvato” più gli eventuali punti per una o più vestigia. Alla fine della prova le tre ciurme con i punteggi più alti riceveranno le lettere di corsa, in alternativa, se le ciurme giocheranno ad eliminarsi, prenderanno le lettere le ultime tre ciurme ancora in gara, a prescindere dai punteggi. In caso di parità, ci sarà un duello ciurma contro ciurma, come spareggio finale. Il sorteggio delle posizioni di partenza rivela che la ciurma di Raiden comincia dal centro del rombo, orientata verso l'Arena e il Pugno d'Osso. La Marea Rossa parte in direzione del Relitto, Pierce Jarrell vicino alla Marea Rossa, le Serpi sempre nella stessa direzione mentre i Cuori d’Ottone e gli Uomini Pesce partiranno rivolti verso la Corona. Infine la ciurma di Noxul, partirà rivolta verso la Baia. La ciurma inizia a ragionare freneticamente sulle probabili mosse degli avversari: la Marea Rossa punterà quasi certamente al Manto, le Serpi e Jarrell finiranno probabilmente per scontrarsi tra loro, e i Pesci sembrano diretti alla Corona. Il punto interrogativo più grande resta Padre Noxul con i suoi Devoti, gli unici che non sembrano davvero interessati alla lettera di corsa. Dopo lunghe discussioni, la ciurma converge su una strategia: puntare al Pugno d'Osso nell'Arena, l'obiettivo più vicino e accessibile, e poi valutare la situazione in base a ciò che accadrà intorno. Prende forma anche l'ipotesi di un'alleanza tattica con la Marea Rossa: se Vargan l'Indomabile riuscirà a conquistare una vestigia, alla ciurma di Raiden basterà portare il Pugno alla baia per avere la certezza matematica di finire tra i primi tre. Puntare alla Corona resta rischioso, ma i poteri magici che si dice conferisca — tra cui la capacità di dominare la volontà altrui — la rendono una tentazione difficile da ignorare. Con l'alba ormai alle porte e la Baraonda Reale pronta a cominciare, la ciurma si prepara ad affrontare la prova più difficile e decisiva della regata.