Teschi e CeppiDiario di bordo
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Sessione 10827/10/2026Atto VII — E' in arrivo una Tempesta...

Rotta Su Quent!

Gli Scagliatempeste ottengono l’appoggio di Lady Tessa e preparano l’incontro con Dampier, creatore del Nautilus. Le ricerche sulla clessidra rivelano nuove rotte magiche, ma anche i pericoli di alterare il tempo. Tristana vorrebbe liberare Piedi Nudi; Raiden propone di tentare attraverso la regata dell’Occhio. Il viaggio nella tempesta danneggia la nave e rivela che altri possiedono manufatti simili. Dopo le riparazioni, il gruppo raggiunge Rocca Acquamarea, recupera il Tessi Sogni e conferma l’alleanza con Tessa. Ful confida il proprio passato, mentre Viscida riferisce comportamenti sospetti nella ciurma, soprattutto da parte di Imrel. Diretti a Quent, i compagni lasciano Tristana con una nuova speranza: riconoscere la Zephyria, nave della sua innamorata.

La serata si conclude attorno alla tavola di Lady Tessa. I piatti del dolce vengono portati via e le candele proiettano ombre lunghe sulle pareti mentre il gruppo interroga la propria ospite sul misterioso Capitano Dampier e sul suo leggendario sottomarino, il Nautilus. Lady Tessa spiega che Dampier ha fuso tecnologia e magia per costruire una macchina capace di raggiungere le profondità più oscure dell'oceano, ben oltre i limiti dei prototipi dei Cuori d'Ottone. L'uomo risiede a Quent, dove lei stessa gli ha concesso un bacino di carenaggio. Tessa promette che faciliterà l'incontro. La conversazione si sposta quindi su una questione più delicata: l'affiliazione. Lady Tessa consegna al gruppo un piccolo drappo con il suo Jolly Roger, ma raccomanda la massima discrezione nell'esporlo. Il Cheliax e gli alleati della Re Uragano sorvegliano ogni movimento: una mossa avventata potrebbe trasformare l'indagine segreta in un assalto politico o peggio, un pretesto per accusarla di voler usurpare il trono. Per servirla, dunque, il gruppo dovrà talvolta nascondere la propria lealtà. Tessa suggerisce persino di lasciar credere agli altri che siano comprabili, così da conoscere le offerte di nemici come Sorrinash o Darimar senza accettarle. Nei giorni successivi, si concludono le ricerche sugli oggetti lasciati in analisi al Rifugio Mistico. La ricerca rivela che i sei glifi incisi sull'antico manufatto Thalassiano corrispondono a punti strategici dei Ceppi e consentono viaggi istantanei lungo la strada delle correnti sottomarine. Ai glifi già noti al gruppo — quello dell'Isola del Naufrago e quello del Trono di Besmara — se ne aggiungono due: uno conduce alla Baia di Porto Periglio, l'altro all'estremo ovest dei Ceppi, vicino all'Isola dei Cannibali. La possibilità di abbreviare le distanze, però, ha un limite che i ricercatori invitano a non oltrepassare: la parte temporale della clessidra è stata manomessa per editto di Nethys. Chiunque abbia tentato di abusarne in passato si è perduto nello spazio e nel tempo e non ha più fatto ritorno, oppure è stato inseguito da temibili segugi magici. Nei giorni successivi, mentre il gruppo si prepara a lasciare Porto Periglio, le tensioni affiorano. Tristana propone di liberare Piedi Nudi, la capitana della ciurma nemica che ora sembra prigioniera nelle torri di Forte Azzardo, sede del Re Uragano. Il capitano Raiden e Adam si oppongono con fermezza: sono stati loro a denunciare lei e la sua ciurma, e ora liberarla significherebbe perdere tutto il vantaggio, sezan togliere che per liberarla dovrebbero sfidare il Re Uragano e chiunque la tenga prigioniera. Al desiderio di Tristana di restituirle la libertà contrappongono la responsabilità verso chi subirebbe le conseguenze di quella scelta. Si discute anche della possibilità di liberare il leggendario artigliere Morgans, ma le potenti protezioni fisiche e magiche del Gavone e i rischi politici che porterebbe un attacco diretto alla prigione di Porto Periglio, rendono il progetto insostenibile. Il capitano cerca una strada che non costringa Tristana a rinunciare del tutto: se si distinguerà nella prossima regata dell'Occhio, potranno chiedere come desiderio la liberazione di un prigioniero. La promessa, tuttavia, non scioglie la sua tristezza; Tristana resta in silenzio, divisa tra ciò che vorrebbe fare e ciò che il gruppo è disposto a rischiare. Intanto decidono di usare la clessidra per accelerare il viaggio verso Rocca Acquamarea, scegliendo il glifo del Trono di Besmara. Prima di attivare il manufatto, si allontanano dal porto per un'intera giornata, fino al mare aperto. Quando la clessidra si illumina e la sabbia comincia a scorrere, il cielo si rannuvola in pochi istanti. Un vento furioso investe la nave, rischia di strappare le vele dai pennoni e costringe l'equipaggio ad ammainarle in fretta. Una tromba d'aria soprannaturale avvolge l'imbarcazione e la solleva dalla superficie del mare con una forza centripeta devastante. Pathapios, legato all'albero di poppa, resiste come può, Ful, legato all’albero maestro, sembra più tosto e resistente, mentre i compagni cercano riparo sottocoperta e si aggrappano a ciò che trovano. Nel caos del vortice, la clessidra resta immobile e pesantissima. Emette una luce fredda e guida la nave attraverso un tunnel di vento verso una destinazione invisibile. Tra i lampi, Ful scorge una nave diversa, più affusolata e veloce della loro: l'imbarcazione urta un muro di vento invisibile ed esplode in mille pezzi. Un naufrago viene scagliato verso di loro, ma scompare tra le correnti del temporale prima che possano raggiungerlo. La visione dura un istante; poi rimangono soltanto il ruggito del vento e la certezza che altri possiedono oggetti simili alla clessidra. Dopo circa venti minuti di viaggio nel nulla, la tromba d'aria si placa. La nave riappare a duecento metri sopra il mare e precipita verso le onde. L'equipaggio spiega d'urgenza le ali di manovra, trasformando la caduta in una planata controllata. L'impatto è relativamente dolce, ma l'albero di poppa riporta danni. I compagni trovano Pathapios svenuto, ancora legato all'albero, e lo svegliano bruscamente, con scarsa delicatezza. Seguono tre giorni di riparazioni in mare aperto. Il carpentiere Heryck lavora senza sosta e, con l'aiuto dell'equipaggio, rinforza l'albero di poppa fino a restituirgli la piena funzionalità. Quando la nave riprende la rotta verso Rocca Acquamarea, il gruppo avvista una quindicina di balene che affiorano tranquille, dirette verso l'isola Motaku. Una giovane cetacea si avvicina alla chiglia blu, la scambia per un enorme esemplare della propria specie e le dà due testate, prima di accorgersi che è fatta di legno. Grazie alla magia della comunicazione con gli animali, Raiden riesce a interrogarla. La balena riferisce che le maree anomale di sei mesi prima si sono placate e che la pacificazione dei Sawagin ha reso la zona più sicura. Quando le chiedono delle balene di legno nere e rosse, le navi del Cheliax, risponde di averne soltanto sentito parlare; il timore con cui le evoca lascia la domanda aperta. Il viaggio prosegue attraverso le Fauci di Dagon, un labirinto di isolotti, strettoie e palafitte che mette alla prova l'abilità dei navigatori. Qui la bandiera di Tessa Buonvento, esposta dalla nave, apre il passaggio: invece degli attacchi arrivano saluti amichevoli, e l'equipaggio attraversa le strettoie con sorprendente fluidità. Dopo sei giorni complessivi di viaggio, con quasi una settimana di navigazione risparmiata, il gruppo giunge in vista di Rocca Acquamarea. Dalla torre di guardia sventolano i segnali di riconoscimento. Mentre la rocca si prepara ad accoglierli, Heryck si avvicina al fianco della nave e chiama Adam. Pronuncia alcune parole sulla fortuna e sulla fede in Desna, poi spinge all'improvviso un compagno in mare. Il frammento della sfera dei sotterranei di Theryon, il potente manufatto arcano che aveva soggiogato Adam, che doveva essere in possesso di Heryck, è stato gettato nelle acque della baia appena sono partiti per mare, alla volta di Kreelot mesi prima. Se Adam vorrà quel frammento, dovrà cercarlo in acqua. Una volta arrivato, il gruppo recupera il Tessi Sogni, l'antico manufatto che ha lasciato in custodia, e conferma ufficialmente l'affiliazione di Rocca Acquamarea con Tessa Buonvento, dichiarandola porto sicuro per i pirati alleati. Agasta viene informata di tutto. I cantieri aperti testimoniano che il rinnovamento della rocca è già in corso: l'alleanza non riguarda più soltanto chi naviga sotto quella bandiera, ma anche chi vive nel porto che ora li accoglie. In privato, Ful fa rapporto al capitano di quello che ha visto durante il viaggio spaziotemporale, spiegando che altre persone usano queste clessidre. Raiden allora gli chiede qualcosa di lui, per sapere un po’ più chi è e quali siano i suoi sogni. Ful rivela le proprie origini nel Cheliax e il legame con una famiglia della provincia: ha vissuto a lungo in quella corte, finché la famiglia lo ha tradito. Ha ucciso il suo capo ed è fuggito per non essere costretto a uccidere ancora. Il capitano ascolta in silenzio, poi promette che faranno il possibile per proteggerlo; Raiden dice che sarà disposto ad aiutarlo se prima o poi la famiglia da cui è fuggito potrebbe incrociare il loro cammino, ma Fulvius risponde con calma: ha passato tutta la vita a cambiare volto, nessuno della vecchia famiglia, ha visto il suo attuale aspetto e nessuno della ciurma ha visto il suo primo volto, il suo colto originale. Quello resta nascosto, l'unica cosa che considera davvero sua. Quando la nave lascia Rocca Acquamarea diretta verso Quent, Viscida si avvicina ad Adam con un rapporto riservato. Durante la sosta a Porto Periglio, Aringa e Pezza Salata hanno cercato di contattare la flotta di Barnabas, ma il blocco imposto dall'interrogatorio in corso ha impedito loro di riuscirci. L'elfa timoniera Imrel, invece, ha trascorso molto tempo nel Quartiere d'Avorio e ha visitato più volte alcuni spacciatori, per ragioni ancora sconosciute, anzi, l’ultimo giorno, sembra aver assoldato un sicario. Tutti sono tornati alla propria postazione il giorno della partenza, ma Viscida non considera quel ritorno una prova sufficiente di lealtà: conclude che alcuni membri della ciurma non hanno ancora abbracciato del tutto la causa degli Scagliatempeste. Le intenzioni di Imrel, intanto, restano da chiarire. Nel frattempo, Nida raggiunge Tristana in cima all'albero, dove la vice-capitana trascorre le giornate a fissare il mare in silenzio. Le porta del cibo e, con delicatezza, le racconta la propria storia. In passato ha dovuto scegliere tra la sua amante, una vice capitana che vendeva informazioni al nemico, e il vecchio capitano Vartus, che l'aveva cresciuta come una figlia. Ha scelto Vartus e da allora non ha più saputo nulla della donna che amava. Accanto a Tristana, il ricordo della donna amata accompagna ancora quella scelta. Poi le rivela qualcosa che cambia il senso della sua angoscia: la Zephyria, una caravella a tre alberi con vele bianche e il simbolo di Harrigan, è la nave di Piedi Nudi. Semmai la troveranno, Tristana saprà che è la nave della sua innamorata. Così mentre addenta pane e carne essiccata, Nida la invita a farsi valere come vice capitana, e lottare per ciò in cui crede, senza timore. Detto questo, se ne va, lasciando Tristana a fissare l’orizzonte…