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Reliquie e studi arcani · Rifugio Mistico

Il Tessisogni

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Indice del volume

Rifugio Mistico · Archivio della Scagliatempeste

Il manufatto richiesto da analizzare e descritto presenta notevoli somiglianze con un reperto custodito nell’ala delle Reliquie del Rifugio: una cassetta di legno finemente intagliato che racchiude ciò che rimane di un piccolo telaio arcano. Le proporzioni, la disposizione degli elementi e, soprattutto, la natura dei fenomeni osservati durante il suo impiego seppur rotto e inutilizzabile, inducono a ritenere l’oggetto appartenente ad una specifica tradizione artfice, e si può affermare che sia stato prodotto in più copie, anche se non si ha la certezza che gli esemplari siano stati costruiti nello stesso luogo o dalla stessa mano.

L’esemplare conservato nel Rifugio è purtroppo come già citato, rotto, e la magia non è in grado di riparlarlo.

I suoi componenti interni sono deformati, alcuni elementi risultano fusi fra loro e la trama invisibile che un tempo ne sosteneva il funzionamento appare irrimediabilmente interrotta. Finora ogni tentativo di riattivarlo è fallito: né la sostituzione delle parti danneggiate né l’impiego di energie esterne hanno prodotto una risposta stabile. Il reperto rimane dunque silenzioso, ma la sua struttura offre comunque indizi preziosi.

Il confronto fra ciò che resta del nostro esemplare e la tua testimonianza negli annali permette infatti di formulare alcune conclusioni. Si tratta necessariamente di ipotesi, da accogliere con prudenza, ma nel loro insieme delineano un quadro coerente della natura del Tessisogni, della sua possibile origine e dei pericoli connessi al suo utilizzo.

I. Natura Del Congegno

Il nome Tessisogni sembra indicare non un singolo oggetto, bensì un’intera famiglia di manufatti accomunati dallo stesso principio. Differenze nell’aspetto, nei materiali o negli effetti secondari potrebbero dipendere dall’artefice, dal periodo di costruzione oppure dalle modifiche apportate dai successivi possessori.

Il telaio parrebbe impiegare l’immagine concepita dall’utilizzatore come un modello sul quale plasmare la materia. Non si limita, quindi, a eseguire un comando: interpreta un’intenzione e tenta di darle consistenza. I fili visibili durante l’attivazione non sarebbero un semplice effetto del processo, ma parte essenziale del meccanismo. Essi collegano il portatore all’opera in corso, guidano la trasformazione e, nello stesso tempo, assorbono l’energia necessaria a completarla.

In questa prospettiva, la riuscita della creazione dipenderebbe tanto dal congegno quanto da chi lo utilizza. Un’immagine mentale nitida e stabile potrebbe generare un oggetto conforme al desiderio; un pensiero confuso, contraddittorio o interrotto dal dolore potrebbe invece produrre materia informe oppure un risultato inatteso. Il Tessisogni, in altre parole, non distinguerebbe sempre tra ciò che il portatore vuole creare e ciò che, nel profondo, teme o immagina.

II. Possibile Origine

Un riferimento frammentario attribuisce strumenti simili a Nhar-Vel, detto L’Artigiano, un artefice associato a Leng. La fonte è incompleta e non consente di capire se Nhar-Vel fosse il loro inventore, un custode della tecnica o soltanto il più celebre fra gli inventori che costruissero questi marchingegni. Non abbiamo pertanto elementi sufficienti per confermare l’attribuzione, né per stabilire quando i primi esemplari siano comparsi.

I legami con la magia onirica appaiono tuttavia plausibili. Alcuni testi descrivono Leng come un luogo raggiungibile attraverso i sogni, posto ai margini di territori e realtà differenti. I suoi mercanti trasporterebbero tesori di provenienza sconosciuta fra mondi lontani, rendendo incerto il confine fra ciò che viene creato e ciò che viene semplicemente condotto altrove. È quindi possibile che il Tessisogni non produca davvero la materia dal nulla, ma la richiami, la trasformi o le imponga temporaneamente la forma custodita nella mente dell’utilizzatore.

III. Il Prezzo Della Creazione

Le monete offerte al manufatto sembrano costituire soltanto la parte più evidente del prezzo. Potrebbero agire come tributo, catalizzatore o misura iniziale dello scambio, ma non paiono sufficienti a determinare né la qualità dell’opera né la sicurezza del procedimento. Il vero costo potrebbe essere stabilito dal Tessisogni soltanto durante la creazione, quando la forma richiesta e lo sforzo necessario diventano finalmente definiti.

La precisione dell’immagine, la capacità di controllare i fili e la resistenza dell’utilizzatore potrebbero avere un’importanza altrettanto grande. Quanto più complesso, raro o estraneo alle leggi comuni è l’oggetto desiderato, tanto maggiore potrebbe essere l’energia richiesta. Le ferite e i lunghi periodi d’incoscienza che causa l’utilizzo di tale reliquia, suggeriscono inoltre che il congegno non riconosca spontaneamente i limiti del portatore e possa continuare ad assorbirne le forze anche quando questi non è più in grado di interrompere il processo.

Non possiamo quindi indicare una somma che renda sicura una creazione. Accumulare monete potrebbe non ridurre affatto il tributo imposto al corpo o alla mente. Fino a quando non saranno compresi i criteri con cui il Tessisogni valuta ciò che gli viene richiesto, ogni nuovo impiego dovrà essere considerato imprevedibile e potenzialmente letale.

IV. La Provenienza Degli Esemplari Noti

La cronistoria del Capitano Benjamin Hornigold racconta, al momento, la testimonianza più diretta sulla provenienza di un esemplare: si dice che il leggendario capitano, possedesse un esemplare che secondo i racconti, sarebbe stato vinto al gioco dal Diavolo dei Mari, Devil Hell Gates, figura mitologica, ma la di cui esistenza è provata da molti documenti e testimonianze. La formulazione lascia però molte questioni irrisolte. Non sappiamo se questa informazione sia effettivamente vera, se in realtà il possessore fosse un uomo, un mercante che ha incrociato le rotte percorse da Hornigold durante i suoi commerci con Leng.

Nel rifugio, noi possediamo un esemplare, ma per storia, date e provenienza, abbiamo da credere che non sia l’esemplare ben noto in possesso di Hornigold ma un altro.

Le somiglianze permettono di riconoscere un principio condiviso di funzionamento, ma la copia da noi posseduta non ha mai funzionato correttamente, poiché già pervenuta a noi in stato pietoso.

V. Conclusioni

L’osservazione più importante rimane dunque questa: possedere il Tessisogni e conoscerne il funzionamento sono due condizioni molto diverse. Il manufatto può offrire possibilità straordinarie, ma sembra trasformare ogni desiderio in uno scambio di cui il portatore ignora il prezzo reale. In caso di ritrovamento di una copia, prima di tentare una nuova creazione sarà necessario comprendere non soltanto che cosa il telaio possa produrre, ma anche quale parte di chi lo utilizza venga intrecciata nell’opera. Finché questa domanda resterà senza risposta, la prudenza non sarà una semplice raccomandazione, bensì l’unica difesa disponibile.

Postilla. Parrebbe immune alle divinazioni.

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