Rifugio Mistico · Archivio della Scagliatempeste
L’assalto più antico ricordato nella storia di Porto Periglio risale alla fondazione della città sotto il suo nome attuale, nell’anno 4606 del Computo di Absalom. Fu allora che Turpin Irons abbatté il governo cheliaxiano e assunse il titolo di primo Re Uragano.
I. Port Parlysse E Il Governo Cheliaxiano
Fino a quel momento, tuttavia, la città era conosciuta come Port Parlysse, un avamposto coloniale cheliaxiano protetto da una flotta e da una fortezza posta a sorveglianza del porto.
Il governatore Manvandar Orpus vi amministrava una comunità in cui mercanti, marinai e cercatori di tesori convivevano sotto l’autorità della corona straniera, in un equilibrio destinato però a spezzarsi con la morte di Aroden e la comparsa dell’Occhio di Abendego.
Le rotte divennero insicure e il governo di Cheliax, assorbito dai propri conflitti, lasciò i possedimenti più lontani sempre più isolati. Orpus tentò allora di volgere la crisi a proprio vantaggio.
Promise ricompense per i tesori recuperati nelle isole dei Ceppi, attirando avventurieri e pirati, ma trattenne quanto gli veniva consegnato senza corrispondere i pagamenti. Alle proteste rispose con soldati, cancelli chiusi e navi da guerra.
II. Turpin Irons E La Distruzione Della Flotta
Fu in questo clima di tensione, tra promesse tradite e un’autorità ormai indebolita, che giunse Turpin Irons.
La tradizione conserva un particolare sul quale insistono anche i racconti più discordanti: Turpin si presentò con una sola nave.
Nelle successive celebrazioni della vittoria, questo dettaglio è spesso diventato un’intera leggenda. Le ricostruzioni più prudenti descrivono invece un capitano che conosceva la propria inferiorità numerica e scelse di combattere dove la flotta avversaria avrebbe avuto meno spazio per sfruttarla.
Turpin penetrò nell’imboccatura del porto e costrinse le navi del governatore a muoversi tra ancoraggi, moli e imbarcazioni mercantili. Quando iniziarono i combattimenti, il bacino si trasformò rapidamente in una trappola.
Le navi colpite ostacolarono quelle ancora integre. Gli equipaggi dovettero scegliere se rispondere al fuoco, tagliare gli ormeggi o soccorrere gli uomini caduti in acqua. Il fumo nascose i segnali fra una nave e l’altra; il vento spinse le fiamme verso le vele.
Alle manovre di Turpin, le cronache attribuiscono l’intervento di una magia devastante. Non concordano sulla sua natura: alcune parlano di raffiche che spezzavano gli alberi, altre di colpi capaci di attraversare gli scafi. Non è possibile ricavare da questi racconti una descrizione affidabile degli incantesimi impiegati.
Al di là delle versioni discordanti, il risultato fu inequivocabile: la flotta di Manvandar Orpus venne distrutta e, agli occhi degli abitanti raccolti sulle alture, il porto che avrebbe dovuto proteggerli si trasformò in una distesa di fumo, relitti e uomini in fuga.
III. La Caduta Del Governatore Orpus
Con la flotta annientata, la battaglia si spostò sulle banchine e la difesa cittadina cominciò a cedere.
Gli studiosi ricostruiscono questa fase attraverso immagini di reparti isolati, ordini contraddittori e marinai superstiti riversati nelle strade. Alcuni difensori continuarono a combattere, mentre altri abbandonarono le armi quando compresero che dal mare non sarebbe arrivato alcun soccorso.
In mezzo al disordine, Turpin riuscì infine a raggiungere il governatore.
Manvandar Orpus venne impiccato pubblicamente, usando la sua stessa cintura. La morte dell’uomo che aveva trattenuto le ricompense promesse segnò anche la fine dell’autorità cheliaxiana sulla città.
Non possediamo un conteggio attendibile delle vittime né una misura certa delle distruzioni. Il ricordo dell’evento sopravvisse soprattutto attraverso le navi perdute, gli edifici danneggiati lungo le banchine e le famiglie che, da quel giorno, iniziarono a datare la propria storia dalla caduta del governatore.
IV. La Nascita Di Porto Periglio E Del Re Uragano
Con la fine dell’autorità cheliaxiana, Turpin proclamò il proprio dominio e ribattezzò la città Porto Periglio.
Assunse il titolo di Re Uragano e scelse sette capitani di grande fama, ai quali affidò il compito di conquistare isole e stabilirvi propri domini. Da questa alleanza nacque il primo Consiglio dei Pirati, i pezzi da Otto.
L’assalto cambiò quindi molto più del governo cittadino. Porto Periglio divenne il centro di un nuovo potere, fondato sulle flotte dei capitani e sulla loro disponibilità a riconoscere un sovrano comune.
Non sorprende, dunque, che nelle memorie locali la distruzione del porto e la fondazione del regno coincidano nello stesso giorno.
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